Gioco
Il fronte del “no” alla terza corsia «Valutazione ambientale dubbia»
Alla vigilia della conferenza dei servizi che si terrà a Roma i comitati e le associazioni ambientaliste sollevano nuovi interrogativi sul progetto di ampliamento dell’autostrada Firenze-mare
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PRATO. È un fronte del “no “che si allarga, quello contro la terza corsia dell’A11 che adesso vede in primo piano, oltre ai comitati contrari di Firenze Prato e Pistoia, anche Legambiente e WWF toscani. Intanto, mercoledì prossimo prende avvio la conferenza dei servizi fra gli enti coinvolti nel progetto di ampliamento dell’autostrada Firenze-Mare, tavolo che si tiene a Roma al Ministero dell’Ambiente. Una conferenza dei servizi che appare anomala, come è stato ripetuto più volte ieri mattina durante la conferenza stampa, al Circolo Arci di Cafaggio, dei comitati di Firenze (50145), di Prato e Pistoia assieme ai due colossi di associazioni (Legambiente e WWF), perché bypassa del tutto i Comuni coinvolti, la Regione toscana, e va direttamente al Ministero, come se la questione fosse valutata strategica a livello nazionale. In realtà, in tutta questa storia sembrano esserci molti nei. Ieri mattina, comitati e associazioni, non si sono morsi la lingua e anzi hanno diretto le loro critiche in modo chiaro. «La valutazione di impatto ambientale che è durata un’eternità – dice Tommaso Chiti del comitato pratese No ampliamento A11 – è molto dubbia, sembra proprio che si sia scordata che nelle aree interessate dall’ampliamento ci sono asili, scuole e impianti di altra rilevanza. E questo è un primo punto, poi il ruolo della Regione che doveva essere la cabina di regia di tutto questo ma che sembra sia stata del tutto saltata». Ma ieri mattina a dire no non c’era solo Prato.
Il “no” piu mite del comitato 50145 di Firenze. «Siamo arrivati a cose già definite – dice Davide Cioni del “50145” Comitato Quartiere di Peretola – e crediamo che il dialogo e la contrattazione siano punti importanti. Siamo contrari a questo progetto che troviamo antico e vetusto prima di nascere, ma devo anche dire che con l’assessore all’ambiente Giorgetti abbiamo trovato un canale di dialogo proficuo. Certo si tratta del minimo sindacale, ma le promesse ci sono perché sia fatto un parco urbano a Peretola, che via Pratese resti nel senso di marcia che ha oggi e che la terza corsia A11 arrivi direttamente a collegarsi con l’area dell’aeroporto di Peretola senza creare imbuti e congestionamenti».
Iil “no” duro di Prato e di Pistoia. Per i comitati di Prato e Pistoia il “no” è definitivo e senza chance di riabilitazione. L’ampliamento dell’A11 qui non lo vogliono. A Prato, la Firenze-Mare taglia in due parti la città, già complessa di suo, a Pistoia creerà un altro casello, Pistoia Est, per l’area industriale di Sant’Agostino. A Prato, la terza corsia dell’A11 potrebbe arrivare ad essere parallela a molte abitazioni, anche alla distanza di solo 1 metro e mezzo dalle finestre. Il Comitato di Pistoia e il WWF Toscano hanno chiesto al presidente della Regione Enrico Rossi che sospenda la firma su ogni atto deliberativo che riguardi l’avvio del progetto. Richiesta per ora senza alcuna risposta.
Legambiente e Wwf toscani i più critici. Sicuramente sono le due associazioni ad essere tecnicamente e politicamente più addentro alla questione. Per il WWF Toscano la terza corsia dell’A11 è un progetto già vecchio prima di nascere, prodotto di una concezione della mobilità ormai oltrepassato. Stessa cosa per Legambiente toscana che, però alza l’indice su quello che definisce il “vero nodo politico”. «La vera questione sta nella correlazione che c’è fra ampliamento dell’Aeroporto di Peretola e la terza corsia A11, questo è il dato da cogliere innanzitutto. Mi auguro che mercoledì la conferenza dei servizi non si chiuda subito al Ministero con la sigla dell’accordo, sarebbe partita chiusa. In questa vicenda e soprattutto in questo progetto ci sono troppe falle e troppi punti critici», conclude Paolo Balestri, ieri mattina in rappresentanza di Legambiente.
Alessandro Formichella
Il “no” piu mite del comitato 50145 di Firenze. «Siamo arrivati a cose già definite – dice Davide Cioni del “50145” Comitato Quartiere di Peretola – e crediamo che il dialogo e la contrattazione siano punti importanti. Siamo contrari a questo progetto che troviamo antico e vetusto prima di nascere, ma devo anche dire che con l’assessore all’ambiente Giorgetti abbiamo trovato un canale di dialogo proficuo. Certo si tratta del minimo sindacale, ma le promesse ci sono perché sia fatto un parco urbano a Peretola, che via Pratese resti nel senso di marcia che ha oggi e che la terza corsia A11 arrivi direttamente a collegarsi con l’area dell’aeroporto di Peretola senza creare imbuti e congestionamenti».
Iil “no” duro di Prato e di Pistoia. Per i comitati di Prato e Pistoia il “no” è definitivo e senza chance di riabilitazione. L’ampliamento dell’A11 qui non lo vogliono. A Prato, la Firenze-Mare taglia in due parti la città, già complessa di suo, a Pistoia creerà un altro casello, Pistoia Est, per l’area industriale di Sant’Agostino. A Prato, la terza corsia dell’A11 potrebbe arrivare ad essere parallela a molte abitazioni, anche alla distanza di solo 1 metro e mezzo dalle finestre. Il Comitato di Pistoia e il WWF Toscano hanno chiesto al presidente della Regione Enrico Rossi che sospenda la firma su ogni atto deliberativo che riguardi l’avvio del progetto. Richiesta per ora senza alcuna risposta.
Legambiente e Wwf toscani i più critici. Sicuramente sono le due associazioni ad essere tecnicamente e politicamente più addentro alla questione. Per il WWF Toscano la terza corsia dell’A11 è un progetto già vecchio prima di nascere, prodotto di una concezione della mobilità ormai oltrepassato. Stessa cosa per Legambiente toscana che, però alza l’indice su quello che definisce il “vero nodo politico”. «La vera questione sta nella correlazione che c’è fra ampliamento dell’Aeroporto di Peretola e la terza corsia A11, questo è il dato da cogliere innanzitutto. Mi auguro che mercoledì la conferenza dei servizi non si chiuda subito al Ministero con la sigla dell’accordo, sarebbe partita chiusa. In questa vicenda e soprattutto in questo progetto ci sono troppe falle e troppi punti critici», conclude Paolo Balestri, ieri mattina in rappresentanza di Legambiente.
Alessandro Formichella
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