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Prato

Si spara in testa per amore di fronte alla Finanza

Si spara in testa per amore di fronte alla Finanza

All’origine del suicidio di un agente di polizia penitenziaria c’è una donna contesa L’uomo ha aspettato l’arrivo del “rivale” e si è tolto la vita sul marciapiede

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PRATO. Non sopportava il fatto di essere stato lasciato per un altro e per questo si è sparato un colpo di pistola in testa davanti al rivale in amore. C’è una donna contesa all’origine del suicidio di un agente di polizia penitenziaria di 44 anni che ieri pomeriggio si è ucciso davanti al Comando provinciale della guardia di finanza in via Ferrucci. Di questo almeno sono convinti gli inquirenti sulla base dei primi elementi raccolti sul posto e della storia personale della vittima.

Il dramma si è consumato poco prima delle 14,30 davanti ad almeno due testimoni sul marciapiede a pochi metri dall’ingresso del Comando Gdf. L’agente di custodia, che in questi giorni era in licenza, si è portato dietro la pistola di ordinanza, una Beretta calibro 9, e ha atteso l’arrivo di un finanziere in servizio nella palazzina. Quest’ultimo sarebbe l’uomo col quale la compagna dell’agente di custodia aveva da poco allacciato una relazione, pur avendo convissuto fino agli ultimi giorni con la vittima. Non si sa se il finanziere lo abbia visto, ma è verosimile che l’agente di polizia penitenziaria abbia visto lui, e proprio in quel momento ha deciso di spararsi alla testa. Il colpo è poi rimbalzato contro l’esterno del palazzo. Alla terribile scena hanno assistito due persone e sono state loro a tentare di soccorrere l’agente. «Ero in ufficio e ho sentito un colpo – racconta un altro finanziere – Sono sceso di corsa e l’ho trovato agonizzante, faccio il soccorritore volontario sulle ambulanze e ho capito subito che non c’era nulla da fare».

Il medico della Croce d’Oro è riuscito per un attimo a rianimare il ferito, giusto il tempo di trasportarlo all’elisoccorso Pegaso attivato dalla centrale 118 che era atterrato nel campo in fondo a via Ferrucci, ma durante il trasferimento all’ospedale di Careggi è stato dichiarato il decesso.

In via Ferrucci sono arrivate alcune volanti della polizia, che conduce le indagini sul suicidio e ha riferito al sostituto procuratore Laura Canovai. La strada è stata chiusa al traffico per consentire i rilievi della scientifica e l’intervento di un esperto che ha messo in sicurezza la pistola prima della rimozione (il caricatore era pieno e c’era un colpo in canna). Gli investigatori sono poi andati nell’abitazione del suicida e qui hanno trovato un biglietto verosimilmente indirizzato alla donna con la quale conviveva sul quale c’era scritto: “Scusa, non ce l’ho fatta, perdonatemi tutti”. Un altro biglietto nel quale il suicida chiede scusa ai figli sarebbe stato trovato nella tasca dei pantaloni dai primi soccorritori.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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