Il dolore
Cantiere ex Valore blindato
Prima lo sgombero poi la recinzione, ieri il sopralluogo
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PRATO. Due uomini di origine africana e due giovani donne sono sbucati fuori dallo scheletro del palazzo mai finito tra via Filzi e via Berruti, cantiere che fa parte del fallimento dell’ex Valore, diventato rifugio di senzatetto, sbandati, tossicodipendenti.
Sono sgusciati fuori da cemento, immondizia e brandelli di vita abbandonati qua e là quando il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, i rappresentanti delle forze dell’ordine e la curatela fallimentare sono arrivati, ieri mattina, sul posto per decidere le sorti della struttura.
Il cantiere verrà messo in sicurezza, è questa la decisione presa al termine del sopralluogo deciso senza clamore e al termine di una serie innumerevoli di segnalazioni e proteste da parte dei cittadini: chi vi abita abusivamente verrà sgomberato nei prossimi giorni, poi si procederà a realizzare una recinzione che renda impossibile entrarvi.
«È l’unica soluzione è possibile – ha detto il sindaco Biffoni – per sanare una situazione, l’unica di questo genere sul territorio, che può diventare estremamente pericolosa e prima che possa accadere qualcosa di irreparabile». Sono urgenti azioni che almeno limitino i rischi di incidenti, di incendi, di rischi per chi abita lì intorno.
Secondo le forze dell’ordine che con frequenza effettuano controlli all’interno del cantiere e immancabilmente scoprono bivacchi, sono almeno un ventina le persone che hanno trovato un riparo all’interno dell’edificio.
L’intervento si messa in sicurezza sarà a carico della curetela fallimentare cui spetterà il compito di sostenere l’onore dei lavori. Poi entreranno in campo le forze dell’ordine, quindi sarà la volta degli operai che procederanno ai lavori. Tutto dovrebbe esaurirsi nell’arco di alcune settimane.
Sono sgusciati fuori da cemento, immondizia e brandelli di vita abbandonati qua e là quando il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, i rappresentanti delle forze dell’ordine e la curatela fallimentare sono arrivati, ieri mattina, sul posto per decidere le sorti della struttura.
Il cantiere verrà messo in sicurezza, è questa la decisione presa al termine del sopralluogo deciso senza clamore e al termine di una serie innumerevoli di segnalazioni e proteste da parte dei cittadini: chi vi abita abusivamente verrà sgomberato nei prossimi giorni, poi si procederà a realizzare una recinzione che renda impossibile entrarvi.
«È l’unica soluzione è possibile – ha detto il sindaco Biffoni – per sanare una situazione, l’unica di questo genere sul territorio, che può diventare estremamente pericolosa e prima che possa accadere qualcosa di irreparabile». Sono urgenti azioni che almeno limitino i rischi di incidenti, di incendi, di rischi per chi abita lì intorno.
Secondo le forze dell’ordine che con frequenza effettuano controlli all’interno del cantiere e immancabilmente scoprono bivacchi, sono almeno un ventina le persone che hanno trovato un riparo all’interno dell’edificio.
L’intervento si messa in sicurezza sarà a carico della curetela fallimentare cui spetterà il compito di sostenere l’onore dei lavori. Poi entreranno in campo le forze dell’ordine, quindi sarà la volta degli operai che procederanno ai lavori. Tutto dovrebbe esaurirsi nell’arco di alcune settimane.
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