Il Tirreno

Prato

«Un tempio crematorio mai e poi mai nascerà nella zona sud di Prato»

L'assessore all'Ambiente Filippo Alessi (foto Batavia)
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L'assessore all'Ambiente Filippo Alessi (foto Batavia)

E' l'affermazione netta dell'assessore all'Ambiente Filippo Alessi che spiega i motivi per cui il progetto di Socrem e Pratoinvest difficilmente vedrà la luce

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PRATO. L’assessore all’ambiente Filippo Alessi lascia proprio poche speranze all’iniziativa di Pratoinvest e Socrem: «Certo, di un crematorio anche Prato avrà bisogno, ma la realizzazione di un impianto così particolare e delicato dal punto di vista ambientale deve essere governata dal pubblico e non può essere lasciata all’iniziativa privata».

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Questo non è l’unico motivo che spinge l’amministratore pubblico ad affermare che «nella zona sud di Prato, già così densa, a duecento metri in linea d’aria dall’impianto di Gida, mai e poi mai daremo il permesso perché entri in funzione un crematorio, ovvero un inceneritore». Per Alessi e la giunta Biffoni esistono anche altri tipi di problemi: «L’area che il privato metterebbe a disposizione, nel Macrolotto 2, a ridosso di santa Maria a Colonica, per realizzare l’impianto, ha necessità di una variante urbanistica ed è tutta da verificare la fattibilità dell’operazione».

Insorgono anche i residenti deel quartiere. Luca Soldi ha affidato alla sua pagina Facebook questa riflessione: "Adesso anche il forno crematorio, dove se non altro? Non basta la terza corsia dell'autostrada, il traffico pesante su via Roma. L'impianto Gida, fanghi e fumi a profusione. L'elettrodotto, le polveri accatastate. Non basta il nuovo aeroporto di Firenze che farà sorvolare a poche centinaia di metri, i giganti del cielo. Ecco che arriva anche la dislocazione del forno crematorio che potrebbe essere realizzato nella zona del Macrolotto 2 proprio in prossimità di San Giorgio e Santa Maria a Colonica. Probabilmente nei pressi del cimitero di Santa Maria a Colonica".

"L'area interessata - prosegue Soldi - sarebbe intorno ai 10mila metri quadrati di cui solo 4mila utilizzati per l'opera. Il progetto è stato presentato al Comune da PratoInvest (Confindustria) e dalla sede pratese della So.Crem- società per la cremazione - lo scorso 4 luglio. Sulla necessità della struttura pochi i dubbi, ma sulla dislocazione di questo impianto "altamente tecnologico" i dubbi sono tanti"

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