Il dolore
Torna Contemporanea, fisicità e migrazioni in scena
Prato, dal 22 e fino al 27 settembre il festival delle avanguardie con performance e spettacoli di danza
PRATO. Dopo “La fine del mondo” al Centro Pecci, ecco “Vivere al tempo del crollo”, titolo della 15° edizione dei “Contemporaneafestival 17”, in programma dal 22 al 27 settembre, in vari spazi cittadini ma, come tiene a precisare il direttore artistico Edoardo Donatini si tratta «di una metafora dell’epoca estrema in cui viviamo; un tema intimo ma universale che può avere un’accezione concreta, astratta, locale, globale».
In ogni caso in questa edizione torna costante la tematica della migrazione, con la partecipazione di alcuni richiedenti asilo in alcuni eventi, uno dei quali nel recuperato Cassero medioevale, ma anche alcuni spettacoli con il consueto nudo integrale e altri con contatti tattili degli attori con il pubblico. Ma torniamo alla presentazione, venerdì in Regione, con l’assessore alla cultura Monica Barni a confermare la particolare attenzione verso Contemporaneafestival per la sua «non occasionalità, per il radicamento pratese e per la contemporaneità internazionale».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15857329:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15857329:1652360947/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Da pare sua l’assessore alla cultura del Comune Simone Mangani ha auspicato un rapporto più stretto del Metastadio con il Centro Pecci, magari cominciando già dall’anno prossimo a progettare insieme Contemporaneafestival 18.
Passiamo al programma, cominciando con gli artisti più famosi come la drammaturga e coreografa Ivana Muller, impegnata in un progetto di annotazione e di condivisione di un testo da parte di cinque lettori pratesi (25 settembre), mentre il coreografo Herman Diephius presenta un’esplorazione fisica della paura (26 settembre). Dopo il dramma dei 5 bambini dello scorso anno, torna il teatro politico di Milo Rau, regista, giornalista e saggista, che in esclusiva per l’Italia porta a Prato attori rifugiati dalla Grecia, Siria e Romania per raccontare storie di tragedia artistica e reale, di tortura, fuga, sofferenza, morte e rinascita riflettendo sulle radici culturali (23 e 24 settembre).
La coreografa Yasmine Hugonnet porta in scena un assolo del corpo in una partitura scritta sino al dettaglio (26 settembre) mentre nella performance di Oscar Gomez Mata la compagnia L’alakran si propone con un concerto di musicisti migranti. Infine la coreografa Alexandra Bachzetsis si ispira completamente nuda alla Venere allo specchio di Diego Velazquez, (24 settembre), mentre Kate Mcintosh immerge il pubblico in fenomeni tattili, con un’esplorazione della fisicità fra individui sconosciuti (22 e 23 settembre). Per chiudere, la performance sui corpi, dell’artista Gaetan Rusquet (26 settembre).
Per la danza Giorgia Nardin (26 settembre), Annamaria Ajmone (25 settembre), Francesca Foscarini (25 settembre), Jacopo Jenna (22settembre). I Kinkaleri riportano a nuova vita il Cassero medioevale con la performance e la partecipazione di due richiedenti asilo nordafricani (22 –26 settembre). Per la formazione Massimiliano Civica presenta le sue conferenze/spettacolo con la proiezione di tre video di Orson Wells, Nina Simone, Ettore Petrolini (24 settembre), mentre Tempo reale mette insieme teatro, suono e immagine integrando i processi post-industriali e guardando al recente passato del mondo analogico (24 settembre) infine l’audio-video performance di Lorenzo Brusci e Luca Canciello (23 settembre).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
