Attenzione
Creaf, quasi pronta l’offerta di acquisto
L’assessore regionale Ciuoffo: «Affideremo la società a Sviluppo Toscana». Pin e Tecnotessile pronti a rientrare in ballo
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PRATO. «Stiamo costruendo gli atti per fare l’offerta di acquisto del Creaf. Al lavoro c’è un intero staff».
In cabina di regia siede l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo che dopo aver annunciato, nel giugno scorso, l’intenzione di “salvare il salvabile” di un’operazione che nel corso di un decennio ha visto volatilizzarsi investimenti pubblici per qualcosa come 22 milioni di euro, (10 messi dalla Regione grazie a finanziamenti europei, si tratta del maggior creditore), è diventata oggetto di un inchiesta penale e una civile terminata con un fallimento dichiarato il 28 febbraio scorso, ora è a un passo dal passare di mano. La Regione sta perfezionando un’offerta – questione di poche settimane – da presentare al curatore fallimentare della srl Creaf per l’acquisizione dell’immobile in via Galcianese. Si tratta dell’enorme edificio (ex lanificio Olmi) all’interno del quale avrebbe dovuto nascere un centro di alta formazione, mai decollato, perennemente osteggiato in primis da coloro i quali, come categoria economica, sulla carta ne avrebbero dovuto trarre il maggior vantaggio: gli industriali. Giudizio negativo che permane tutt’ora.
Sia come sia la Regione ha già stanziato in bilancio tre milioni di euro parte dei quali andranno per l’offerta di acquisto dell’immobile (che secondo la perizia presentata da Creaf avrebbe un valore attorno agli 8 milioni di euro, secondo la perizia del tribunale tra i 5/6 milioni non di più) da fare prima dell’asta giudiziaria e parte per l’avviamento «di una struttura – prosegue Cioffo – che una volta entrata nel patrimonio della Regione resterà comunque al servizio della città».
Se l’acquisto andrà a buon fine – qualcosa di più preciso l’assessore regionale lo comunicherà durante il consiglio comunale straordinario convocato sull’argomento per il 21 settembre prossimo – sarà Sviluppo Toscana, la società in house dell’ente che si occupa di sviluppo e sostegno ai progetti di investimento in Toscana e che ha nel portafoglio anche due incubatori di impresa a Massa e Venturina, ad occuparsi del futuro di Creaf in collaborazione con Comune e Provincia ai quali la Regione ha delegato il compito di delineare strategia di rilancio e funzioni. «Sono convito – conclude Ciuoffo – che nell’arco di tre anni, con un programma di gestione attento e ipergarantito, si possa arrivare all’efficienza e un equilibrio del conto economico».
Da parte sua il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni ha riallacciato i contatti con enti e privati già disponibili a traslocare nella sede di via Galcianese e rimasti “al palo” quando nell’agosto di due anni fa l’allora amministratore unico della società Laura Calciolari portò i libri in tribunale. «Il Pin e Tecnotessile – afferma Biffoni – sono disponibili a un confronto, ovviamente con una serie di garanzia condivise, ma ci sono anche altri privati dei quali, per il momento, non faccio il nome disponibili a entrare in via Galcianese. Inoltre nell’immobile potrebbe trovare casa anche al la Fil con i servi di formazione e il centro per l’impiego. Ora si può ripartire – conclude il sindaco – e con un alta probabilità di riuscita anche grazie al fatto che possiamo affidarci al Tribunale sul fronte della scelte da fare e per sapere chi fa cosa».
Cristina Orsini
In cabina di regia siede l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo che dopo aver annunciato, nel giugno scorso, l’intenzione di “salvare il salvabile” di un’operazione che nel corso di un decennio ha visto volatilizzarsi investimenti pubblici per qualcosa come 22 milioni di euro, (10 messi dalla Regione grazie a finanziamenti europei, si tratta del maggior creditore), è diventata oggetto di un inchiesta penale e una civile terminata con un fallimento dichiarato il 28 febbraio scorso, ora è a un passo dal passare di mano. La Regione sta perfezionando un’offerta – questione di poche settimane – da presentare al curatore fallimentare della srl Creaf per l’acquisizione dell’immobile in via Galcianese. Si tratta dell’enorme edificio (ex lanificio Olmi) all’interno del quale avrebbe dovuto nascere un centro di alta formazione, mai decollato, perennemente osteggiato in primis da coloro i quali, come categoria economica, sulla carta ne avrebbero dovuto trarre il maggior vantaggio: gli industriali. Giudizio negativo che permane tutt’ora.
Sia come sia la Regione ha già stanziato in bilancio tre milioni di euro parte dei quali andranno per l’offerta di acquisto dell’immobile (che secondo la perizia presentata da Creaf avrebbe un valore attorno agli 8 milioni di euro, secondo la perizia del tribunale tra i 5/6 milioni non di più) da fare prima dell’asta giudiziaria e parte per l’avviamento «di una struttura – prosegue Cioffo – che una volta entrata nel patrimonio della Regione resterà comunque al servizio della città».
Se l’acquisto andrà a buon fine – qualcosa di più preciso l’assessore regionale lo comunicherà durante il consiglio comunale straordinario convocato sull’argomento per il 21 settembre prossimo – sarà Sviluppo Toscana, la società in house dell’ente che si occupa di sviluppo e sostegno ai progetti di investimento in Toscana e che ha nel portafoglio anche due incubatori di impresa a Massa e Venturina, ad occuparsi del futuro di Creaf in collaborazione con Comune e Provincia ai quali la Regione ha delegato il compito di delineare strategia di rilancio e funzioni. «Sono convito – conclude Ciuoffo – che nell’arco di tre anni, con un programma di gestione attento e ipergarantito, si possa arrivare all’efficienza e un equilibrio del conto economico».
Da parte sua il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni ha riallacciato i contatti con enti e privati già disponibili a traslocare nella sede di via Galcianese e rimasti “al palo” quando nell’agosto di due anni fa l’allora amministratore unico della società Laura Calciolari portò i libri in tribunale. «Il Pin e Tecnotessile – afferma Biffoni – sono disponibili a un confronto, ovviamente con una serie di garanzia condivise, ma ci sono anche altri privati dei quali, per il momento, non faccio il nome disponibili a entrare in via Galcianese. Inoltre nell’immobile potrebbe trovare casa anche al la Fil con i servi di formazione e il centro per l’impiego. Ora si può ripartire – conclude il sindaco – e con un alta probabilità di riuscita anche grazie al fatto che possiamo affidarci al Tribunale sul fronte della scelte da fare e per sapere chi fa cosa».
Cristina Orsini
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