Sicurezza
l’indagine
Compravendita dell’immobile: il “cuore” dell’inchiesta penale
PRATO. Tre indagati per bancarotta fraudolenta. Una serie di interrogatori, per capire fino in fondo come sia avvenuta la compra vendita dell’immobile di via Galcianese. Una serie di perquisizioni...
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PRATO. Tre indagati per bancarotta fraudolenta. Una serie di interrogatori, per capire fino in fondo come sia avvenuta la compra vendita dell’immobile di via Galcianese. Una serie di perquisizioni che si sono succedute negli anni e che hanno portato sul tavolo del sostituto Lorenzo Boscagli e della Guardi di finanza migliaia di documenti sui quali ricostruire la storia del più grande spreco di soldi pubblici di Prato, quella del mai nato centro di alta formazione Creaf di via Galcianese.
L’inchiesta della procura della Repubblica di Prato, avviata nell’aprile del 2016 con la prima delle perquisizioni nella sede della Provincia, è arrivata a questo punto: con alcuni nodi ancora da sciogliere ma con altrettanti punti fermi.
Tre, si diceva, gli indagati per bancarotta fraudolenta. Si tratta dei tre amministratori unici della srl che si sono succeduti nel tempo: Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari.
Panerati è stato tra i primi ad essere sentito dal pm in quanto fu lui, nel 2006, a firmare il contratto di acquisto dell’immobile di via Galcianese. Una struttura comprata all’asta per 5 milioni dal patron della Viscotex Nicola De Francesco e rivenduta alla Provincia, dopo tre anni di trattative, per 8 milioni 400.000 euro, Iva esclusa. Insomma tutt’altro che un affare, ed è lì il cuore dell’inchiesta.
Panerati ammise di aver firmato il contratto di compra-vendita ma sostenne anche che le decisioni erano già state prese da altri e in precedenza. Per aggiungere un ulteriore tassello a questo filone d’indagine Boscagli nel giugno scorso sentì l’ex direttore generale della Provincia Francesco Delfino, un altro protagonista dell’operazione. Tutto chiarito? Probabilmente manca ancora qualche elemento. I prossimi passi dell’inchiesta mostreranno quali.
L’inchiesta della procura della Repubblica di Prato, avviata nell’aprile del 2016 con la prima delle perquisizioni nella sede della Provincia, è arrivata a questo punto: con alcuni nodi ancora da sciogliere ma con altrettanti punti fermi.
Tre, si diceva, gli indagati per bancarotta fraudolenta. Si tratta dei tre amministratori unici della srl che si sono succeduti nel tempo: Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari.
Panerati è stato tra i primi ad essere sentito dal pm in quanto fu lui, nel 2006, a firmare il contratto di acquisto dell’immobile di via Galcianese. Una struttura comprata all’asta per 5 milioni dal patron della Viscotex Nicola De Francesco e rivenduta alla Provincia, dopo tre anni di trattative, per 8 milioni 400.000 euro, Iva esclusa. Insomma tutt’altro che un affare, ed è lì il cuore dell’inchiesta.
Panerati ammise di aver firmato il contratto di compra-vendita ma sostenne anche che le decisioni erano già state prese da altri e in precedenza. Per aggiungere un ulteriore tassello a questo filone d’indagine Boscagli nel giugno scorso sentì l’ex direttore generale della Provincia Francesco Delfino, un altro protagonista dell’operazione. Tutto chiarito? Probabilmente manca ancora qualche elemento. I prossimi passi dell’inchiesta mostreranno quali.
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