Il Tirreno

Prato

Vaccini, 2.000 bimbi “osservati speciali”

di Cristina Orsini
Vaccini, 2.000 bimbi “osservati speciali”

Prato in testa per numero di irregolarità anche banali nelle certificazioni e nei piani vaccinali, almeno 15 famiglie no-vax

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PRATO. Nidi e materne comunali aperte da ieri: nessun caso, per il momento, di bambino respinto perché non vaccinato. Ma la situazione – visti i contrattempi tecnici e le difficoltà nell’applicazione in corsa di una legge nuovissima – è decisamente fluida. Una certezza su tutte: «Nell’area pratese – afferma Renzo Berti, direttore del dipartimento di prevenzione Asl Toscana centro – rispetto alle altre zone abbiamo registrato un numero elevato di irregolarità, anche banali, nelle certificazioni ricevute». Tra Prato, Pistoia, Firenze ed Empoli i casi sui quali è necessario che l’Asl, in collaborazione con le famiglie e con i pediatri, svolga ulteriori indagini riguardo il profilo vaccinale del bambino sono complessivamente 7. 000, di questi circa 2. 000 casi sono a Prato e con un elemento in più: circa il 50% dei 1. 300 bambini da 0 a 6 anni iscritti a nidi e materne comunali e che ieri hanno fatto il loro ingresso a scuola, dovrà subire un’ulteriore verifica. «Questa particolare situazione che abbiamo registrato a Prato – spiega Berti – ha due spiegazioni: la prima riguarda il sistema informatico Asl, piuttosto antiquato, nel quale non c’è accesso diretto da parte delle scuole e sul quale sono stati riscontrati errori di digitazioni, magari del solo codice fiscale del bambino, ritardi o addirittura mancante registrazioni delle vaccinazioni fatte. La seconda ragione riguarda invece l’alto numero di stranieri presenti in città, in particolare di nazionalità cinese, per i quali gli errori di digitazione nella trascrizione dei nomi sono frequenti».

Un imprevisto che a livello burocratico ha avuto delle conseguenze, perché le famiglie di quei duemila bambini “osservati speciali”, hanno ricevuto una mail dall’Asl con l’ordine perentorio di presentarsi a scuola per firmare l’autocertificazione per poter mandare il figlio in classe. «Si tratta – prosegue Berti – di una garanzia assolutamente necessaria, in questi casi, in attesa che la seconda tranche di controlli venga ultimata». Per quelli semplici il Dipartimento di prevenzione conto di finire entro questa settimana, per quelli più complessi i tempi si allungheranno. Per quelle famiglie, però, l’autocertificazione torna ad essere un obbligo, così come è previsto dalla legge nazionale, ma che Anci e Regione Toscana, proprio per semplificare la burocrazia, avevano reso facoltativa nel protocollo d’intesa firmato una ventina di giorni or sono. Non basta: molte scuole, forse per avere una garanzia in più, l’autocertificazione l’hanno richiesta comunque e le proteste sono fioccate. «Vorrei capire – afferma Sara Andreini, un mamma di un bambino piccolo – a cosa è servito l’accordo del 24 agosto che doveva agevolare le famiglie e che invece le costringe, tutte indistintamente, all’ultimo tuffo a correre in segreteria per firmare il documento».

Sul fronte dei bambini che i vaccini o i richiami, invece li devono ancora fare i numeri Asl parlano, nell’area vasta, di prenotazioni in aumento del 350% con attesa che dai 15 giorni attuali potrebbero arrivare fino a un mese.

«Abbiamo incontrato un gruppo di genitori no-vax, composto da una quindicina di persone che fanno capo all’associazione Cliva (Comitato per la libertà vaccinale ndr) che hanno tenuto un atteggiamento molto rigido sulla necessità di fare vaccinare i loro figli ma con i quali siamo riusciti a trovare una mediazione». L’assessore alla Scuola Maria Grazie Ciambellotti e la dirigente Donatella Palmieri, proprio in questi giorni si sono trovate a dover affrontare anche chi di quadrivalente ed esavalente, di richiami o certificazioni, proprio non vuole sentire parlare. Una quota di “talebani” anti-vaccino che in Italia rappresenta circa il 10% delle popolazione. «Alla fine – spiega Ciambellotti – siamo riusciti ad ottenere la garanzia che anche queste famiglie contattino l’Asl per avere un confronto e delle spiegazioni e abbiamo messo in chiaro che la legge va in ogni caso rispettata». Al netto del paradosso di una normativa che privilegiando il diritto allo studio su quello della salute, consente anche ai bambini da 0 ai 6 anni non vaccinati di frequentare nidi e materne almeno fino allo scadere del periodo fissato per mettersi in regola: il 10 marzo 2018.

 

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