Il Tirreno

Prato

Un abuso edilizio nella palazzina della Tignamica

Dalla mansarda nel cui incendio sono morti due cinesi non si poteva più accedere al primo piano dell’edificio

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PRATO. La polizia municipale ha accertato un abuso edilizio nella palazzina della Tignamica, a Vaiano, dove lo scorso 26 agosto sono morti due cinesi nell’incendio della mansarda che era stata trasformata in una confezione.

L’abuso consiste nell’aver realizzato due unità abitative al posto di una. In pratica gli agenti della polizia municipale di Prato e Vaiano, delegati dai magistrati titolari dell’inchiesta, Francesco Sottosanti e Lorenzo Gestri, hanno accertato che l’accesso dal primo piano alla mansarda, assicurato da una scala interna, era stato chiuso con un pannello di cartongesso. Alla mansarda si poteva comunque accedere dalla scala principale.

Che rilevanza abbia questo nuovo elemento nell’inchiesta sulla morte dei due cinesi, Fu Bin di 39 anni e Zhao Junling di 37, è ancora tutto da valutare.

Secondo quanto riferito dalla polizia giudiziaria, il fatto che l’accesso dalla mansarda al primo piano fosse chiuso non avrebbe impedito ai due orientali di uscire dalla mansarda, se fossero stati in grado di farlo (l’autopsia ha accertato che sono stati soffocati dal fumo prima di poter raggiungere la porta). Potrebbe però essere un elemento per valutare le diverse responsabilità dei quattro indagati per omicidio colposo plurimo e omissione dolosa delle cautele anti-incendio, che sono la confezionista cinese Hu Yinyan di 46 anni, un elettricista di Vernio che ha fatto l’impianto elettrico, il marito della confezionista e la proprietaria italiana dell’immobile, Patrizia Carmagnini.

Dalle carte in mano agli inquirenti al momento risulterebbe che la diversa sistemazione dei locali nella palazzina di via Val di Bisenzio non era indicata nella planimetria al momento della stipula dell’ultimo contratto di locazione, quello con la confezionista Hu Yinuan, subentrata nel 2014 al figlio maggiore, che si è trasferito a Trieste.

La difesa della proprietaria italiana dell’immobile è stata assunta nei giorni scorsi dall’avvocato Melissa Stefanacci, che per questo motivo si è dimessa dalla carica di vicesindaco di Vaiano, in quanto c’era un evidente conflitto di interessi.

L’inchiesta intanto va avanti sul modello già sperimentato nel caso della tragedia della confezione Teresa Moda, dove il 1° dicembre 2013 morirono sette operai cinesi. (p.n.)

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