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Prato

«Torni la consegna quotidiana della posta»

«Torni la consegna quotidiana della posta»

La Cgil minaccia lo sciopero se non verranno colmate le carenze d’organico. I rischi sulla commessa Amazon

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PRATO. Abolire il sistema di consegna della posta a giorni alterni, ripristinando il recapito giornaliero, oltre far fronte alle gravi carenze a livello di personale. A chiederlo è, tramite l’apertura di un conflitto di lavoro, Slc Cgil dell’area vasta Firenze-Prato-Pistoia a Poste Italiane.

Da giugno 2016 la società ha infatti introdotto a Prato, insieme ad Arezzo e ad altre città in tutta Italia, una riorganizzazione del servizio postale che prevede la consegna della corrispondenza a giorni alterni ed è da allora che è cominciata la mobilitazione di Slc Cgil (quello aperto nei giorni scorsi è il quarto conflitto di lavoro del 2017 nei confronti della società). «È un sistema che non ci ha mai convinti – spiega il coordinatore di Slc Cgil Area Vasta Gianluca Balli – specialmente per un territorio come Prato che registra grandi numeri (circa 10mila raccomandate ogni giorn ndr). È un piano che sta provocando un disastro a livello di condizioni lavorative». Il sindacato fa sapere che nell’ultimo anno a Prato sono aumentati gli infortuni dei portalettere, così come anche i provvedimenti disciplinari a loro carico. «Questo perché si lavora a ritmi impossibili – continua Balli – che non garantiscono sicurezza e serenità ai lavoratori e nemmeno un’affidabilità del servizio ai cittadini». Sono circa 130 i portalettere di Poste che consegnano la corrispondenza nelle 91 zone (122 prima della riorganizzazione) in cui è suddiviso il territorio pratese. «Con il nuovo sistema la società pensava di ridurre i portalettere del 30 percento – spiega Luca Degli Innocenti di Slc Cgil Area Vasta – ma questo non è stato possibile (la riduzione si sarebbe fermata a meno del 15 percento ndr) perché la mole di consegne da fare a Prato, nonostante la distribuzione a giorni alterni, rimane elevata» .

La Cgil denuncia quindi il rischio che si vengano a creare giacenze in grado di portare ritardi nella consegna anche di plichi urgenti come raccomandate, bollette e analisi mediche. E poi c’è la questione Amazon. «Poste Italiane ha acquisito una grossa commessa dal colosso Usa dell’e-commerce – spiegano Balli e Degli Innocenti – Entro la fine dell’anno oltre il 40 percento delle spedizioni di Amazon in Italia saranno effettuate da Poste Italiane, ma se non riuscirà a garantire la qualità e la rapidità di consegna richieste dall’azienda rischia di perdere questa opportunità, a svantaggio anche dei dipendenti». Sono circa 1. 500 in tutto il Paese i contratti a tempo determinato all’interno di Poste stipulati a seguito della commessa di Amazon. «Nei prossimi 15 giorni ci saranno dei tavoli di confronto e ci aspettiamo novità importanti – concludono Balli e Degli Innocenti – Altrimenti non escludiamo la possibilità di ricorrere ad uno sciopero».

Fabrizia Prota

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