Attenzione
Abusi sessuali sulla figlia In carcere un operaio
Una quattordicenne ha raccontato di aver subito violenza negli ultimi 7 anni La madre si era accorta di qualcosa, ma è succube del marito ed è stata zitta
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PRATO. Una ragazza di 14 anni ha raccontato ai carabinieri di aver dovuto subire abusi sessuali dal padre per sette lunghi anni, la metà della sua vita, e in seguito alla sua denuncia l'uomo, un operaio di 52 anni, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minori.
L'ordinanza di custodia chiesta del sostituto procuratore Laura Canovai e firmata dal giudice per le indagini preliminari Cataudella è stata eseguita lo scorso 2 agosto dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo e l'indagato è ancora in carcere alla Dogaia, ma la notizia è stata tenuta riservata per tutelare la minore. Vittima delle presunte violenze è una ragazzina nata in Italia da genitori stranieri.
A far scattare le indagini dei carabinieri e l'inchiesta della Procura sono stati nei mesi scorsi alcuni segni di malessere della ragazzina raccolti a scuola e dagli assistenti sociali. La quattordicenne aveva smesso di frequentare le lezioni da circa tre mesi e quando si è capito che non era una semplice crisi adolescenziale, la ragazzina è stata avvicinata dai carabinieri, che hanno raccolto il suo racconto con l'aiuto di uno psicologo. Piano piano è emerso un quadro estremamante grave, fatto di approcci sessuali e pesanti palpeggiamenti da parte del padre.
A questo punto è stato necessario allontanare la quattordicenne dall'ambiente familiare, perché i carabinieri della Tenenza di Montemurlo e gli assistenti sociali hanno raccolto elementi in base ai quali c'è il forte sospetto che la madre sia succube di un marito e padre padrone. Quasi certamente la donna si era accorta delle attenzioni particolari che l'uomo riservava alla figlia ma non aveva intenzione di denunciarlo e dunque non sarebbe il soggetto più indicato per dare tranquillità alla figlia, nonostante il marito ora sia in carcere e non rappresenti più un pericolo per la figlia.
Chi ha avuto modo di parlare con la ragazza in queste settimane dice che sta meglio, si è tranquillizzata e sta lentamente riprendendo il controllo della propria vita. Nella struttura protetta dove l’hanno sistemata in attesa degli sviluppi dell’inchiesta ha allacciato nuove amicizie e sta costruendo le basi per tentare di avere un’esistenza normale. Non sarà facile, perché oltre al trauma delle violenze dovrà superare quello dell’allontanamento dalla famiglia, che a quell’età non è uno scherzo. Sarà il Tribunale dei minorenni, insieme agli assistenti sociali, a valutare in seguito se la ragazza potrà tornare dalla madre, se le accuse nei confronti del padre troveranno un riscontro e soprattutto se la donna verrà giudicata idonea a far crescere la figlia senza ulteriori traumi. Le indagini preliminari sono ancora aperte e verosimilmente servirà un incidente probatorio per mettere agli atti il racconto della ragazza.
Paolo Nencioni
L'ordinanza di custodia chiesta del sostituto procuratore Laura Canovai e firmata dal giudice per le indagini preliminari Cataudella è stata eseguita lo scorso 2 agosto dai carabinieri della Tenenza di Montemurlo e l'indagato è ancora in carcere alla Dogaia, ma la notizia è stata tenuta riservata per tutelare la minore. Vittima delle presunte violenze è una ragazzina nata in Italia da genitori stranieri.
A far scattare le indagini dei carabinieri e l'inchiesta della Procura sono stati nei mesi scorsi alcuni segni di malessere della ragazzina raccolti a scuola e dagli assistenti sociali. La quattordicenne aveva smesso di frequentare le lezioni da circa tre mesi e quando si è capito che non era una semplice crisi adolescenziale, la ragazzina è stata avvicinata dai carabinieri, che hanno raccolto il suo racconto con l'aiuto di uno psicologo. Piano piano è emerso un quadro estremamante grave, fatto di approcci sessuali e pesanti palpeggiamenti da parte del padre.
A questo punto è stato necessario allontanare la quattordicenne dall'ambiente familiare, perché i carabinieri della Tenenza di Montemurlo e gli assistenti sociali hanno raccolto elementi in base ai quali c'è il forte sospetto che la madre sia succube di un marito e padre padrone. Quasi certamente la donna si era accorta delle attenzioni particolari che l'uomo riservava alla figlia ma non aveva intenzione di denunciarlo e dunque non sarebbe il soggetto più indicato per dare tranquillità alla figlia, nonostante il marito ora sia in carcere e non rappresenti più un pericolo per la figlia.
Chi ha avuto modo di parlare con la ragazza in queste settimane dice che sta meglio, si è tranquillizzata e sta lentamente riprendendo il controllo della propria vita. Nella struttura protetta dove l’hanno sistemata in attesa degli sviluppi dell’inchiesta ha allacciato nuove amicizie e sta costruendo le basi per tentare di avere un’esistenza normale. Non sarà facile, perché oltre al trauma delle violenze dovrà superare quello dell’allontanamento dalla famiglia, che a quell’età non è uno scherzo. Sarà il Tribunale dei minorenni, insieme agli assistenti sociali, a valutare in seguito se la ragazza potrà tornare dalla madre, se le accuse nei confronti del padre troveranno un riscontro e soprattutto se la donna verrà giudicata idonea a far crescere la figlia senza ulteriori traumi. Le indagini preliminari sono ancora aperte e verosimilmente servirà un incidente probatorio per mettere agli atti il racconto della ragazza.
Paolo Nencioni
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