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Quell’esecuzione ascoltata in tempo reale

Quell’esecuzione ascoltata in tempo reale

I carabinieri e i finanzieri che indagavano su un traffico di droga dalla Colombia alla Toscana via Roma non sentirono il colpo di pistola, ma seppero che era accaduto qualcosa di brutto a Giuseppe...

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I carabinieri e i finanzieri che indagavano su un traffico di droga dalla Colombia alla Toscana via Roma non sentirono il colpo di pistola, ma seppero che era accaduto qualcosa di brutto a Giuseppe Raucci (nella foto) quasi in tempo reale, perché avevano piazzato una “cimice” sulla sua auto e ascoltavano le sue telefonate. Entrambe le spie elettroniche si spengono tra le 19,30 e le 20 del 9 dicembre 2015, quando Raucci viene ucciso nel residence di Tirrenia. Ora di quell’omicidio si accusa Giovanni Zaccuri, che secondo il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, sarebbe legato alla cosca Mazzaferro della ’ndrangheta di Reggio Calabria. Ma i tre chili di cocaina che i trafficanti avevano messo sul conto di Raucci, e che ne decreteranno la condanna, sono briciole in confronto al flusso di polvere bianca movimentata dalla banda. Il 12 settebre 2016, dieci mesi dopo l’omicidio, i carabinieri e la guardia di finanza di Livorno sequestrano 134 chili di cocaina appena sbarcati in porto e destinati all’abitazione di Riccardo Del Vivo, che ora collabora coi magistrati.

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