Attenzione
Due casi di malaria al Santo Stefano
PRATO. Due pachistani di 27 e 42 anni sono stati ricoverati nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santo Stefano coi sintomi della malaria, la malattia sulla quale si sono accesi i...
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PRATO. Due pachistani di 27 e 42 anni sono stati ricoverati nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santo Stefano coi sintomi della malaria, la malattia sulla quale si sono accesi i riflettori dopo la morte, lunedì, di una bambina di 4 anni all’ospedale di Brescia, dove era arrivata dopo i ricoveri negli ospedali di Trento e Portogruaro.
I due casi di malaria registrati a Prato riguardano un uomo pachistano di 42 anni residente nella zona di via Pistoiese e un connazionale di 27 anni residente a Quarrata.
Entrambi hanno accusato i tipici sintomi della malaria negli ultimi giorni e sono tuttora ricoverati in regime di isolamento per prevenire l’eventuale contagio ad altri pazienti che, come ha insegnato la tragica vicenda della bambina di 4 anni, avviene solo tramite contatto di materiale ematico.
I sanitari avrebbero già identificato il ceppo malarico dei due pachistani, che per entrambi è il plasmodium vivax, un ceppo ritenuto meno pericoloso del plasmodium falciparum, responsabile della morte della piccola Sofia.
I due casi di malaria non sono una rarità, anche se in questi giorni destano più attenzione. Si calcola che ogni anno a Prato si verifichino una quindicina di casi di malaria, in gran parte frutto di viaggi all’estero, dove la malattia non è stata ancora debellata e in alcune regioni del mondo, come l’Africa, è endemica e provoca centinaia di migliaia di morti ogni anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I due casi di malaria registrati a Prato riguardano un uomo pachistano di 42 anni residente nella zona di via Pistoiese e un connazionale di 27 anni residente a Quarrata.
Entrambi hanno accusato i tipici sintomi della malaria negli ultimi giorni e sono tuttora ricoverati in regime di isolamento per prevenire l’eventuale contagio ad altri pazienti che, come ha insegnato la tragica vicenda della bambina di 4 anni, avviene solo tramite contatto di materiale ematico.
I sanitari avrebbero già identificato il ceppo malarico dei due pachistani, che per entrambi è il plasmodium vivax, un ceppo ritenuto meno pericoloso del plasmodium falciparum, responsabile della morte della piccola Sofia.
I due casi di malaria non sono una rarità, anche se in questi giorni destano più attenzione. Si calcola che ogni anno a Prato si verifichino una quindicina di casi di malaria, in gran parte frutto di viaggi all’estero, dove la malattia non è stata ancora debellata e in alcune regioni del mondo, come l’Africa, è endemica e provoca centinaia di migliaia di morti ogni anno.
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