Sicurezza
Un cardinale e otto vescovi per la messa in cattedrale
Prato, iniziate in Duomo le celebrazioni della festa dedicata alla Madonna. A presiedere il pontificale solenne monsignor Comastri, arciprete della basilica di San Pietro
PRATO. E’ stato il cardinale Angelo Comastri, arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, a presiedere, nella mattina di venerdì 8 settembre in Duomo, il solenne pontificale in occasione della festa della Natività della Vergine Maria. La messa è stata concelebrata da otto vescovi toscani e da una parte del clero diocesano. Gli otto presuli erano: il vescovo di Prato Franco Agostinelli e il pastore emerito della diocesi Gastone Simoni, poi l’arcivescovo di Lucca Italo Castellani, il vescovo emerito di Fiesole Luciano Giovannetti, i vescovi di Arezzo Riccardo Fontana, di Massa-Carrara-Pontremoli Giovanni Santucci, di Pescia Roberto Filippini e il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca.
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Gremita come non mai la Cattedrale di Santo Stefano, dove dall’altare della Cappella della Madonna era esposto alla venerazione dei fedeli il Sacro Cingolo. Il cardinale Angelo Comastri, prima di entrare in Duomo durante la processione di inizio, si è soffermato fra i presenti fuori dal Duomo in particolare con i bambini ai quali ha dispensato più di una carezza affettuosa. Toccante la sua omelia dove ha ricordato l’importante figura di Maria. Ha parlato del giorno dell’annunciazione, quando l’arcangelo Gabriele andò da lei dicendole che sarebbe diventata la madre di Gesù. “Il sì di Maria – ha detto il porporato – è un sì bello e pulito, perché Maria viveva di umiltà. L’orgoglio, invece, è la distanza fra noi e Dio, è veleno per il cuore umano e oggi, purtroppo, l’orgoglio si taglia a fette”.
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Più volte durante le sue parole, monsignor Comastri ha ricordato Santa Teresa di Calcutta da lui conosciuta personalmente. “Un giorno – ha detto il cardinale – madre Teresa era a Roma. Mi indicò il Palatino e mi disse che là, 2000 anni prima, c’era uno dei palazzi più belli e del quale oggi restano solo rovine. C’era il palazzo di Augusto che aveva costruito tutto sull’orgoglio e prima o poi l’orgoglio scoppia. La casa di Maria a Nazareth – ha aggiunto il porporato – è invece punto luminoso, perché la Madonna l’ha costruita su Dio. E il più grande avvenimento, quello dell’annunciazione, avviene non in un tempio o in un palazzo ma in una casa, nel primo luogo dove si conosce Dio, il luogo della famiglia e dove si impara l’alfabeto della fede. San Giovanni XXIII disse di aver imparato la preghiera dell’Angelus non in seminario ma dalle labbra della sua mamma. Ecco – ha concluso il cardinale Angelo Comastri – in questo giorno di festa auguro a tutti voi che la vostra casa assomigli a quella di Maria di Nazareth”.
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Terminata la funzione religiosa, come tradizione vuole all’esterno del Duomo, il celebrante ha benedetto i ceri che il Comune ha donato alla Cappella della Sacra Cintola. Al pontificale erano presenti il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla, il questore Paolo Rossi e autorità politiche e militari. Massiccia anche la presenza di volontari di vari associazioni. In piazza Duomo diversi gli uomini delle forze dell’ordine, dalla polizia ai carabinieri alla Guardia di finanza, per vigilare in occasione della festa. Durante la benedizione dei ceri una donna, probabilmente con alcuni problemi visto il suo atteggiamento, si era avvicinata troppo alle spalle dei fotografi (che si trovano sui gradini esterni della Cattedrale) intenti ad immortalare quel momento. Appena è stata notata, prontamente le è stato chiesto di allontanarsi ed è stata accompagnata più indietro. Una volta fra la folla ha urlato qualche frase. Ma l’episodio non ha comunque creato scompiglio.
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