Proteste
Prato-Ebensee, il patto compie 30 anni
Inaugurata alla Lazzerini la mostra che ripercorre il gemellaggio siglato nel 1987
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PRATO. Inaugurata ieri nei locali della Biblioteca Lazzerini, la mostra che anticipa le celebrazioni del 26 e 27 settembre prossimi per i trent’anni di gemellaggio tra le città di Prato ed Ebensee, nel cui campo di concentramento furono deportati molti cittadini pratesi. La mostra, attraverso un’accurata documentazione fotografica e attraverso la raccolta di documenti delle amministrazioni comunali, articoli di giornali e altri oggetti, ripercorre tutte le tappe del gemellaggio che le due città hanno stretto per coltivare la memoria di eventi tragici e per sostenere un percorso di dialogo e di pace che, come ha detto il sindaco Matteo Biffoni, «riaffermi i valori della democrazia e faccia da argine ai rigurgiti di nazi-fascismi che spirano in Italia come in Europa». La mostra è arricchita da una postazione video dove i visitatori potranno vedere i tre film che, in questi trent’anni, sono stati realizzati per ricordare la tragica storia che si è consumata a Ebensee.
All’inaugurazione sono intervenuti per un saluto, oltre al sindaco di Prato, Johann Shilcher, assessore alla Gioventù, affari europei, integrazione e gemellaggi della città di Ebensee, Giancarlo Biagini, presidente dell’ANED provinciale, e Aurora Castellani e Camilla Brunelli, presidente e direttrice del Museo della Deportazione e Resistenza, ente che ha curato la realizzazione della mostra.
“Il trentennale è un momento di passaggio importantissimo”, ha detto il sindaco Biffoni, perché il gemellaggio tra Prato ed Ebensee rappresenta lo spirito dei gemellaggi: far incontrare i popoli, affrontando la storia con coraggio. Le persone che per la prima volta, da ex deportati o parenti di ex deportati, tornarono in quei luoghi, lo fecero con coraggio, per condividere insieme i drammi della storia. È un modo per riaffermare il concetto di cittadinanza europea e per riaffermare la volontà di non ripetere gli errori del passato, tanto più oggi, in cui si agitano nuovi spettri di intolleranza e di chiusura contro i quali Prato ed Ebensee, insieme, vogliono essere e saranno un argine insormontabile”.
Alla cerimonia inaugurale sono intervenute anche l’assessore ai gemellaggi Benedetta Squittieri e la presidente del Consiglio comunale Ilaria Santi.
All’inaugurazione sono intervenuti per un saluto, oltre al sindaco di Prato, Johann Shilcher, assessore alla Gioventù, affari europei, integrazione e gemellaggi della città di Ebensee, Giancarlo Biagini, presidente dell’ANED provinciale, e Aurora Castellani e Camilla Brunelli, presidente e direttrice del Museo della Deportazione e Resistenza, ente che ha curato la realizzazione della mostra.
“Il trentennale è un momento di passaggio importantissimo”, ha detto il sindaco Biffoni, perché il gemellaggio tra Prato ed Ebensee rappresenta lo spirito dei gemellaggi: far incontrare i popoli, affrontando la storia con coraggio. Le persone che per la prima volta, da ex deportati o parenti di ex deportati, tornarono in quei luoghi, lo fecero con coraggio, per condividere insieme i drammi della storia. È un modo per riaffermare il concetto di cittadinanza europea e per riaffermare la volontà di non ripetere gli errori del passato, tanto più oggi, in cui si agitano nuovi spettri di intolleranza e di chiusura contro i quali Prato ed Ebensee, insieme, vogliono essere e saranno un argine insormontabile”.
Alla cerimonia inaugurale sono intervenute anche l’assessore ai gemellaggi Benedetta Squittieri e la presidente del Consiglio comunale Ilaria Santi.
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