Il dolore
Mancano cento insegnanti di sostegno
A Prato sono quasi mille gli alunni che hanno bisogno di assistenza ma i docenti non ci sono. Caso limite alle Badie
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PRATO. Sono gli studenti più fragili, quelli che in teoria avrebbero bisogno di un riferimento più sicuro e costante nel tempo. E invece no, le loro giornate a scuola sono spesso un rebus, tra insegnanti che vanno e vengono, con buona pace delle famiglie degli alunni disabili che vengono tutelati dalla legge 104: sono ben 987 gli studenti pratesi “certificati” dall’Asl che hanno diritto, secondo la legge appunto, a un docente di sostegno.
Un copione, quello della carenza dei docenti di sostegno specializzati, che a Prato si ripete puntualmente ogni anno e che nemmeno l’ultima tornata di immissioni in ruolo da graduatoria di merito (si parla dell’ultimo concorso del 2016) e da Gae (le graduatorie provinciali ad esaurimento) è riuscita a tamponare: a distanza di una settimana dal suono della prima campanella dell’anno, mancano all’appello circa un centinaio di insegnanti di sostegno abilitati. In sostanza, i posti a disposizione ci sono ma mancano i pretendenti al ruolo.
«Più o meno sono questi i numeri su Prato e provincia – ammette il preside Stefano Pollini, neo dirigente al Gramsci-Keynes e reggente all’istituto Convenevole, nonché responsabile della rete Rispo (il coordinamento delle scuole pratesi) - La situazione più grave si registra nella scuola dell’infanzia dove le cattedre mancanti saranno coperte con le supplenze annuali e attingendo alle graduatorie d’istituto». Un esempio? All’organico in capo alla materna Le Badie spetterebbero sei insegnanti di sostegno ma al momento non ne risulta nemmeno uno. Ma il rischio è che vengano a mancare anche i supplenti col titolo di specializzazione per coprire la maggior parte di questi posti mancanti. E una buona fetta di queste cattedre toccherà così ai supplenti senza titolo”, docenti di posto comune che, pur di non rimanere a piedi, finiranno con l’accettare un incarico nel sostegno ma senza averne specializzazione.
E pensare che i posti di ruolo messi a bando con il concorso 2016, almeno per la scuola dell’infanzia, erano dieci ma nel mese d’agosto l’Ufficio scolastico provinciale non ha potuto fare nessuna nomina. Nel sostegno gli unici otto ruoli sono stati assegnati a una maestra inserita in Gae per la scuola dell’infanzia e ad altre due per la primaria, in questo caso provenienti da graduatorie ad esaurimento, e ad altre cinque maestre che avevano vinto il concorso.
È niente rispetto al piccolo esercito di studenti “speciali” (nell’ultimo anno a Prato il numero delle certificazioni di disabilità rilasciate dall’Asl è aumentato: 987) che hanno bisogno di essere affiancati costantemente in classe: sembra una situazione surreale, uno dei tanti paradossi della nostra scuola, ma è così. Senza contare che molti specializzati con i titoli hanno vinto il concorso per il posto comune alla primaria, ma non possono chiedere di essere spostati sul posto di sostegno in quanto si tratta di due concorsi diversi. Se è vero che l’unica speranza arriva dai supplenti, per le convocazioni per gli incarichi annuali bisogna attendere il 18 e il 19 settembre, in ogni caso dopo l’inizio dell’anno scolastico.
«Si ipotizza la possibilità di anticipare le convocazioni prima del 15 settembre ma al momento non abbiamo ricevuto comunicazioni dall’Ufficio scolastico provinciale», fa sapere Giuseppe Lorenzo, coordinatore provinciale del sindacato Gilda.
Maria Lardara
Un copione, quello della carenza dei docenti di sostegno specializzati, che a Prato si ripete puntualmente ogni anno e che nemmeno l’ultima tornata di immissioni in ruolo da graduatoria di merito (si parla dell’ultimo concorso del 2016) e da Gae (le graduatorie provinciali ad esaurimento) è riuscita a tamponare: a distanza di una settimana dal suono della prima campanella dell’anno, mancano all’appello circa un centinaio di insegnanti di sostegno abilitati. In sostanza, i posti a disposizione ci sono ma mancano i pretendenti al ruolo.
«Più o meno sono questi i numeri su Prato e provincia – ammette il preside Stefano Pollini, neo dirigente al Gramsci-Keynes e reggente all’istituto Convenevole, nonché responsabile della rete Rispo (il coordinamento delle scuole pratesi) - La situazione più grave si registra nella scuola dell’infanzia dove le cattedre mancanti saranno coperte con le supplenze annuali e attingendo alle graduatorie d’istituto». Un esempio? All’organico in capo alla materna Le Badie spetterebbero sei insegnanti di sostegno ma al momento non ne risulta nemmeno uno. Ma il rischio è che vengano a mancare anche i supplenti col titolo di specializzazione per coprire la maggior parte di questi posti mancanti. E una buona fetta di queste cattedre toccherà così ai supplenti senza titolo”, docenti di posto comune che, pur di non rimanere a piedi, finiranno con l’accettare un incarico nel sostegno ma senza averne specializzazione.
E pensare che i posti di ruolo messi a bando con il concorso 2016, almeno per la scuola dell’infanzia, erano dieci ma nel mese d’agosto l’Ufficio scolastico provinciale non ha potuto fare nessuna nomina. Nel sostegno gli unici otto ruoli sono stati assegnati a una maestra inserita in Gae per la scuola dell’infanzia e ad altre due per la primaria, in questo caso provenienti da graduatorie ad esaurimento, e ad altre cinque maestre che avevano vinto il concorso.
È niente rispetto al piccolo esercito di studenti “speciali” (nell’ultimo anno a Prato il numero delle certificazioni di disabilità rilasciate dall’Asl è aumentato: 987) che hanno bisogno di essere affiancati costantemente in classe: sembra una situazione surreale, uno dei tanti paradossi della nostra scuola, ma è così. Senza contare che molti specializzati con i titoli hanno vinto il concorso per il posto comune alla primaria, ma non possono chiedere di essere spostati sul posto di sostegno in quanto si tratta di due concorsi diversi. Se è vero che l’unica speranza arriva dai supplenti, per le convocazioni per gli incarichi annuali bisogna attendere il 18 e il 19 settembre, in ogni caso dopo l’inizio dell’anno scolastico.
«Si ipotizza la possibilità di anticipare le convocazioni prima del 15 settembre ma al momento non abbiamo ricevuto comunicazioni dall’Ufficio scolastico provinciale», fa sapere Giuseppe Lorenzo, coordinatore provinciale del sindacato Gilda.
Maria Lardara
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