Il dolore
Un "baratto" euro-mattoni per l’ex ospedale
Prato, la Provincia non può versare la sua quota (5 milioni) per l’acquisto del terreno e ha ceduto l’ex Misericordia al Comune. Il rebus Regione
PRATO. Sì i ritardi nelle gare d’appalto Asl per contrattempi e ricorsi; sì il sovrappiù di indagini tecniche su materiali particolari trovati nell’edificio in sede di indagini per l’abbattimento selettivo, ma nella vicenda della “soluzione finale” da trovare per eliminare l’imponente edificio di cemento che ha ospitato per decenni l’ospedale Misericordia e Dolce per far posto al parco urbano voluto dal Comune, c’è molto altro.
Per esempio il fatto che nel Bilancio di previsione 2017 della Regione, approvato nel dicembre 2016, fosse scomparsa la voce di finanziamento destinato all’abbattimento del vecchio ospedale di Prato pari a tre milioni 300. 000 euro (oggi saliti a sei), comparisse al suo posto un investimento striminzito pari a 500.000 euro assolutamente insufficiente e che invece per l’ospedale del Ceppo di Pistoia la copertura dell’identico intervento fosse rimasta invariata, ovvero tre milioni 500. 000 euro. Insomma, oltre a problemi legati agli appalti e a questioni tecniche, l’abbattimento selettivo del vecchio ospedale ha rischiato seriamente di restare a secco, senza il carburante necessario, ovvero i soldi, per essere portato a termine.
Storia accidentata quella del Misericordia e Dolce negli ultimi anni. «C’è stato un grosso problema nei trasferimenti Stato-Regioni – spiega il consigliere regionale Pd Nicola Ciolini – con tagli annunciati che superavano i 200 milioni di euro e che ha comportato l’approvazione di un previsionale molto tecnico e di austerity, situazione che si è poi risolta quando lo scorso maggio l’ammontare dei trasferimenti è stato rinegoziato e il taglio è sceso a 140 milioni di euro». E la voce in bilancio relativa alla demolizione del Misericordia e Dolce è di nuovo salita a una cifre a sei zeri.
«In realtà – spiega l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis che assieme al sindaco Matteo Biffoni, al capo di gabinetto Massimo Nutini, a tecnici e personale Asl, ha seguito passo passo l’ evolversi della situazione – abbiamo immediatamente ricevuto tutte le assicurazioni necessarie sulla volontà della Regione di procedere con il lavoro e che la situazione si sarebbe risolta. C’è stato il massimo accordo con l’assessore Stefania Saccardi e con l’Asl». Meglio così, ma gli inciampi sono proseguiti: probabilmente non hanno contribuito ai ritardi nelle procedure ma certamente hanno comportato soluzioni da trovare in fretta e piani da rivoluzionare.
E’ successo che la Provincia, ente morto e resuscitato, svuotato di competenze ma soprattutto di fondi, non sia stata in grado di rispettare - come era ovvio accadesse - i termini dell’accordo di programma siglato a suo tempo con il quale si è stipulato il contratto di compra-vendita del terreno sul quale è sorto l’ospedale che passerà dalla Regione al Comune e sul quale, appunto, nascerà il parco. Si tratta dei famosi 12 milioni - questo il costo del terreno - che il Comune è tenuto a versare alla Regione per tranche (la prima di 2 milioni versata il 27 gennaio scorso) e che, secondo il patto, sarebbero stati così suddivisi: 7 in campo al Comune, 5 in capo alla Provincia che però non può mantenere la promessa.
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E siccome l’accordo di programma stabilisce che sia il Comune garante del buon esito del contratto e comunque è l’ufficiale pagatore, visto che di soldi non ce ne sono, è stato necessario trovare un sistema perché quei 5 milioni, alla fine, saltassero fuori. La soluzione è stata trovata negli immobili con una sorta di “scambio” tra denaro e mattone.
Sintesi: l’ex sede della Misericordia, tra via Convenevole e via del Seminario - una serie di edifici importanti che occupano praticamente un intero isolato - di proprietà della Provincia, con delibera del 30 agosto scorso, è stata ceduta al Comune. «Quel che diventerà - afferma Barberis - ancora non lo sappiamo, ma l’intenzione della giunta è di creare dei servizi per la media Convenevole, uno degli istituti scolastici più frequentati di Prato».
Se la questione economica tra Provincia e Comune può dirsi risolta, resta aperta l’incognita Regione.I dieci milioni che ancora mancano per l’acquisto del terreno dovranno essere versati al termine della demolizione del vecchio ospedale, dunque al più tardi nel gennaio 2019. Cinque milioni, il residuo di quanto il Comune deve versare, ci sono, gli altri, quelli che la Provincia non può garantire, sono da trovare. Potrà funzionare anche con la Regione “il baratto” soldi-edifici?
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