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Prato

Marito violento, la moglie fugge coi figli piccoli

Marito violento, la moglie fugge coi figli piccoli

La donna ha chiamato la polizia ed è stata accompagnata in una casa protetta L’uomo ammette di averla picchiata e si giustifica: «Era lei a provocarmi»

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PRATO. Una donna maltrattata regolarmente dal marito ha preso coraggio, è scappata coi figli e ha fatto denunciare il marito violento. Teatro dell’episodio di violenza familiare un’abitazione della zona dei Ciliani, dalla quale nel pomeriggio di martedì è arrivata alla polizia la segnalazione da parte di una donna di origine albanese.

La donna affermava di essere spesso minacciata e picchiata dal marito, con il quale convive insieme a due figli di 4 e 2 anni. Questa volta però, la donna, al culmine dell’ennesima lite, aveva deciso di andarsene insieme ai figli, volendo rientrare in casa solo per riprendere i propri abiti e gli effetti personali, con la paura però della reazione del marito. Insomma, un vero e proprio sos alla polizia, che è giunta sul posto con una volante.

L’uomo, 32 anni, connazionale della moglie, è stato identificato e poi interrogato. Ha ammesso di aver percosso la moglie in diverse occasioni, aggiungendo come giustificazione il fatto di essere stato spesso provocato. Accertata la presenza e le buone condizioni di salute dei due bambini, i poliziotti hanno fatto allontanare dalla casa per alcuni minuti l’uomo, facendo salire la donna, che ha recuperato i propri effetti personali e quelli dei due bambini. La donna è stata poi accompagnata insieme ai figli in una casa protetta, gestita da un’associazione che si occupa di assistenza di donne maltrattate. Il marito è stato denunciato in stato di libertà per i reati di maltrattamenti in famiglia e minacce.

Si è così conclusa, almeno per il momento, una vicenda che ha pesantemente segnato la vita della donna albanese e dei suoi due figli. In molti altri casi è stata percorsa una strada diversa, quella cioè della segnalazione alla Procura e della successiva misura di prevenzione che consiste nel divieto di avvicinamento del marito violento all’abitazione della moglie. Un percorso che però richiede un po’ di tempo, perché deve passare dalla valutazione di un sostituto procuratore e dal vaglio del giudice per le indagini preliminari, che materialmente firma il provvedimento nei confronti del violento.

Stavolta invece è stata scelta una procedura più veloce, che potrebbe essere usata anche in altri casi simili, perché consente alla vittima dei maltrattamenti di ottenere subito un risultato, tanto più utile quando, come in questo caso, ci sono figli minori di mezzo. Il rischio, infatti, è che la donna, in attesa delle decisioni della magistratura, sia sottoposta alle pressioni del marito violento e faccia un passo indietro, cioè ritratti quanto ha affermato in sede di denuncia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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