Il Tirreno

Prato

Quella Cintola che svela l'identità dei pratesi

di Azelio Biagioni
L’antica teca dove veniva custodita la sacra Cintola (foto Batavia)
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L’antica teca dove veniva custodita la sacra Cintola (foto Batavia)

In mostra da domani all'8 gennaio a Palazzo Pretorio la storia della città attraverso tutte le opere che hanno rappresentato la reliquia della Madonna attraverso i secoli

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PRATO. “Legati da una Cintola” è il nome della mostra che verrà inaugurata oggi e aperta al pubblico da venerdì fino al 14 gennaio ospitata a Palazzo Pretorio. Mai titolo fu più adatto dato che il sacro Cingolo mariano lega anni di storia della città al suo popolo indipendentemente dalla propria ideologia, come ha sottolineato il vescovo di Prato monsignor Franco Agostinelli. Che ha ricordato le conseguenze che la sacra Cintola ha avuto per l’identità civile e religiosa della città. L’inaugurazione della mostra avviene in occasione della ricorrenza della Natività di Maria, l’8 settembre che è un giorno di festa per la città (in mattinata in Pontificale in Duomo, la sera il corteggio storico e ostensione, appunto, della Sacra Cintola).

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Non a caso nei dipinti esposti si può ammirare come i vari artisti hanno raffigurato la madre di Gesù e la cintura rappresentata non sempre nella stessa maniera. La mostra è allestita nei locali dell’ex Monte dei Pegni che vengono inaugurati con l’occasione. «La storia e la crescita della nostra città è intorno a questo simbolo, il Sacro Cingolo» ha ribadito l’assessore alla cultura Simone Mangani che ha ricordato il lavoro di circa due anni per arrivare all’esposizione odierna e che conta 64 fra dipinti, libri con miniature, argenti e altro ancora che provengono dall’America, dal Vaticano, mentre molte opere sono del Pretorio e del museo dell’Opera del Duomo e poi di altre località italiane.

Il sindaco Matteo Biffoni racchiude il senso della mostra in poche parole «Raccontare – dice – quello che siamo veramente». Il primo cittadino annuncia che come riconoscimento all’importanza dell’esposizione è arrivata una medaglia dal presidente della Repubblica.
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“Legati da una Cintola” è suddivisa in sette sezioni. Colpisce la seconda di sezioni dove è stata ricostruita la Pala del Trecento di Bernardo Daddi. Ecco la predella con otto storie di Santo Stefano giunta per l'occasione dai musei vaticani, per passare all’altra predella con scene della storia della Cintola (della collezione del Pretorio) e l’Assunta arrivata dal Metroplitam Museum of art di New York. Quello che balza subito agli occhi sono i colori caldi usati dalle mani dei pittori: da Daddi a Nicola Pisano fino a Filippo Lippi. Uno dei curatori della mostra, Andrea De Marchi (l’altra curatrice è Cristina Gnoni Mavarelli), fa notare come in alcune opere esposte la cintura sia alcune volte rappresenta diritta come ad indicare la discendenza in altre invece oscillante fino ad arrivare a quella del Lippi, nel quale il pittore la mostra di lato con la Madonna che la tiene con entrambe le mani, lo stesso modo con il quale il vescovo (o chi per lui) la mostra ai fedeli in occasione della sua ostensione a Prato.

Al primo piano di Palazzo Pretorio i visitatori potranno anche ammirare la teca che fino a qualche anno conteneva la preziosa reliquia nel Duomo di Santo Stefano. Oltre a questa anche il cofanetto all’interno del quale veniva riposta. E poi un guanto col quale il vescovo prendeva la cintura quando ancora non veniva mostrata nella teca. Poi capendo che c’era la possibilità che la Cintura potesse deteriorarsi fu pensato alla teca. L’ultimo ad usare i guanti per toccarla è stato il vescovo emerito Gastone Simoni in occasione della traslazione della cintura dalla teca adesso esposta al Pretorio a quella dove è tutt’ora conservata in Cattedrale. Un consiglio: si tratta di una mostra unica. Merita veramente di essere ammirata.

Orari e prezzi. L’esposizione si può vedere tutti i giorni (eccetto martedì non festivo) dalle 10,30 alle 18,30 dall’8 settembre fino al 14 gennaio. Costo: 8 euro, ridotto 6. Il biglietto di ingresso al museo più la mostra costa 12 euro (10 il ridotto). Inoltre, il ticket di ingresso alla mostra permette di accedere alla Cappella della Sacra Cintola in Duomo (l’orario di ingresso va prenotato) e lo stesso biglietto dà uno sconto sulla visita al ciclo di affreschi di Filippo Lippi, in Duomo. (a.b.)

Tre mostre a latere della principale. Ci sono tre allestimenti che vanno ad accompagnare “Legati da una Cintola”. Dal 15 settembre al 14 gennaio al museo dell’Opera del Duomo “Reliquiaria pulchra”: una selezione di raffinati contenitori di reliquie (oltre quaranta) di varie forme e provenienze che vanno dal XIII al XIX secolo. La mostra è curata da Claudio Cerretelli. Alla biblioteca Roncioniana ecco “La Cintola nella cultura pratese del Sette-Ottocento”. Si tratta di una selezione di manoscritti e pubblicazioni del Settecento e Ottocento sul tema della Sacra Cintola (dall'8 settembre fino al 14 gennaio". L’esposizione è curata da don Marco Pratesi e Giovanni Pestelli. E poi all’archivio di Stato in via Ser Lapo Mazzei (Palazzo Datini) “Dall’ombelico all’alambicco.

Un lunghissimo filo tra passato e presente”. Prato riconosce nella Cintola-reliquia ma anche nella Cintola-oggetto e nella Cintola-indumento feminile, una rappresentazione polisemica della sua identità e della sua storia. Si inaugura domenica 8 ottobre in occasione dell’apertura straordinaria degli istituti archivistici in occasione della “Domenica di carta” promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. L’ideazione è di Diana Toccafondi, la mostra è curata da Virginia Barni e Chiara Mareschi e andrà avanti fino al 14 gennaio.
 

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