Sicurezza
Il parroco di Montepiano non cede: bandito il coro
Don Arian spiega al telefono che la formazione presieduta da Roberto Storai «non è un coro di chiesa» e invita a rivolgersi ai diretti interessati
VERNIO. È spiacevole quando ci sono rapporti tesi fra parroco e parrocchiani. Soprattutto se il paese è piccolo, tutti si conoscono per nome e il prete è una figura di riferimento. Ma a Montepiano il parroco attuale è balzato più volte agli onori della cronaca per il suo atteggiamento rigido e i suoi modi che a molti non vanno giù (ci sono anche fedeli che apprezzano l’operato del religioso).
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L’ultima puntata di questa lunga telenovela è andata in scena da pochi giorni quando, con una decisione sofferta, il coro di Montepiano ha deciso di sospendere l’attività in quanto il parroco, don Arian Shkurti, sembra non gradire – a loro dire – la presenza di questi cantori in chiesa. Il Tirreno ha provato a contattare il sacerdote per sentire anche la sua versione dei fatti e capire, dunque, le motivazioni. Al telefono don Arian spiega che quello in questione «Non è un coro di chiesa» e invita a rivolgersi ai diretti interessati (cosa che avevamo già fatto).
Ma dato che gli stessi tirano in ballo il prete forse era opportuno che il sacerdote dicesse qualcosa. Dopo aver detto di non aver letto l’articolo (pubblicato il 5 settembre sulla pagina della provincia del Tirreno) il prete con toni sostenuti ci ha risposto che la cosa non gli interessava e ha chiesto di essere lasciato in pace. Lo abbiamo, dunque, salutato. Quindi non possiamo fornire nessuna altra versione se non quella del coro, proprio perché don Arian Shkurt si è rifiutato di parlare.
Il presidente del coro di Montepiano Roberto Storai parla, invece, con l’amaro in bocca. «La decisione di sospendere le attività del coro è stata sofferta – dice – Cantiamo da 45 anni. Quando è nato il coro era prettamente parrocchiale poi ci siamo allargati a canti di montagna e toscani. È chiaro che quando cantiamo durante le celebrazioni proponiamo canti attinenti. Ma questo prete non gradisce il coro in chiesa. Così per il momento abbiamo preferito sospendere le attività».
Tempo fa, al coro non è stato permesso di cantare in chiesa anche durante un funerale quando la defunta aveva espressamente chiesto la presenza del coro montepianino. Mentre l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è recente: al gruppo di cantori era stato chiesto di partecipare a un matrimonio nella chiesa della Badia a Montepiano e già nei mesi scorsi i coristi avevano iniziato le prove.
«Solo poco tempo fa – aggiunge Roberto Storai – ci è stato comunicato che per il parroco il coro di Montepiano non era gradito e quindi non avrebbe potuto cantare al matrimonio. Dopo questo ennesimo affronto, anche per protesta contro questo atteggiamento del parroco di Montepiano nei confronti del coro, abbiamo deciso di sospendere la nostra attività».
Come detto i rapporti con una parte degli abitanti del posto e don Arian non sono dei migliori: nel 2015 il prete annullò in estate la tradizionale processione della Madonna (poi in seguito ripristinata). E se andiamo indietro di altri anni fu sempre il sacerdote che durante una messa domenicale rifiutò di dare la Comunione ai bambini perché li aveva visto poco in chiesa durante il periodo estivo e non sapeva se si erano confessati. Adesso un altro brutto capitolo che sicuramente non giova al bene di una comunità.
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