Il Tirreno

Prato

Madre e figlia rom sfrattate dalle case del Comune - Video

di Maria Lardara
L'intervento della polizia municipale in via Gobetti (foto Batavia)
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L'intervento della polizia municipale in via Gobetti (foto Batavia)

La polizia municipale ha eseguito l'ordinanza del sindaco di Prato nei confronti di Djula e Patrizia Ahmetovic, che vorrebbero tornare nel campo nomadi ma non possono

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PRATO. Avevano una spada di Damocle puntata sulle loro spalle, un tetto che prima o poi dovevano lasciare. E così è successo, nella mattina di martedì 5 settembre. Perché lì, negli alloggi di via Gobetti e via Vittorio, Djula e Patrizia Ahmetovic, madre e figlia finite al centro dell’inchiesta della guardia di finanza dello scorso giugno, erano entrate per una serie di requisiti che ora, secondo le autorità competenti, sarebbero venuti meno alla luce del sequestro del patrimonio di 2 milioni e mezzo di tutta la famiglia Ahmetovic: gli alloggi alla Pietà e a San Giusto erano stati assegnati per lo stato di indigenza e per l’età avanzata nel caso di Djula, per gravi motivi di salute nel caso di Patrizia.

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Gli agenti della polizia municipale hanno reso esecutiva l’ordinanza di rilascio degli immobili comunali dove vivevano finora le due donne, messe alla porta con un giaciglio di fortuna e pochi bagagli mentre cercavano di far rinviare lo sfratto in via Gobetti senza però riuscirci. Nel caso dell’appartamento di Patrizia, che insieme all’altro immobile di via Vittorio torna così nelle disponibilità del Comune per dare una risposta all’emergenza alloggiativa in città, i fabbri hanno potuto cambiare la serratura quando l’abitazione era già vuota. Patrizia, infatti, era andata a raggiungere la madre nella casa di via Gobetti. Le due donne chiedono disperatamente di tornare al campo nomadi di viale Marconi che però fu chiuso per motivi di sicurezza due anni fa.

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"Non voglio denaro, voglio andare al campo. Almeno potessi avere 3-4mila euro per comprare un vecchio camper ma non posso, i soldi sul conto sono sequestrati", protesta Djula. Dove finiranno madre e figlia? Secca la risposta dell’assessore competente Luigi Biancalani: "I servizi sociali non possono farsene carico: di case ne abbiamo poche, dobbiamo darle a chi ne ha bisogno".

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