Il Tirreno

Prato

Impiegata di giorno scrittrice la notte

Impiegata di giorno scrittrice la notte

Esce “Grotta Smeraldo”, il primo romanzo di Barbara Bigagli «Fin da piccola scrivevo racconti, poi ho conosciuto Gianni Cascone»

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PRATO. Per tanti “Volevo fare lo scrittore fin da piccolo” è un modo di dire. Ma per Barbara Bigagli è la pura verità. Era una bambina e già sognava di diventare una scrittrice. Quel sogno si è realizzato e il suo primo libro, “Grotta Smeraldo”, è uscito da pochi mesi. Lei nella vita lavora all’ufficio studi ricerche di Confindustria Toscana Nord, quindi un’attività che dalla scrittura è lontana ma questo non le ha impedito di diventare anche una scrittrice. «Fin da piccola – esordisce Barbara Bigagli – scrivevo racconti per me stessa. Un giorno, mentre ero in ufficio, entra Gianni Cascone, scrittore e regista, che gestiva Grafio un laboratorio di scrittura, nato negli anni Novanta come laboratorio di teatro». In quel momento a Barbara Bigagli si illuminarono gli occhi; un laboratorio di scrittura era quello che ci voleva. Così prende parte al laboratorio dal 1995 fino al 2010, anno in cui è cessato. «Il laboratorio – spiega la scrittrice – consisteva in appuntamenti settimanali di confronto moderati da Gianni Cascone oltre ad una serie di seminari della durata da uno a tre giorni con alcuni dei maggiori scrittori e pensatori nazionali e internazionali. Di questi seminari – aggiunge - ne ho frequentati più di trenta; visto il tempo a disposizione e il numero di partecipanti, circa una decina, sono stati il vero bagaglio di strumenti che mi ha permesso di passare dai pezzi brevi ai romanzi». È il 2001 e Bigagli inizia a scrivere il primo romanzo che poi in realtà si trasformerà nel secondo. «Sì – conferma la scrittrice – Quello che doveva essere il primo libro è diventato il secondo, che ho terminato ma non è ancora uscito». E intanto, Bigagli sta scrivendo un altro romanzo. Il suo esordio in libreria parte con “Grotta Smeraldo” (edito da Giraldi). La domanda di rito è di cosa tratta. Ma l’autrice spiega che di un romanzo non se ne può parlare troppo prima di leggerlo. «È una storia di una biologa – racconta – moglie e madre. La sua vita ha qualcosa che non va ma non riesce a capire cosa. Il libro analizza, nella prima parte, il racconto della vita della donna, mentre nella seconda si svela la sua realtà. Subisce un grave incidente in mare sulla sua barca a vela, ‘La chimera’. Lei, infatti, è una velista. L’incidente la ridurrà in fin di vita. Ma riuscirà a ricostruire la verità, la propria vita e quell’incidente di cui non ricorda nulla».

Azelio Biagioni

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