Italia
Ecco chi ha tenuto a galla BpVi
Prato, nell’elenco di chi ha sottoscritto i “finanziamenti baciati” ci sono due imprenditori e il Consiag
PRATO. Ci sono anche i nomi di tre pratesi, due imprenditori e una società, nell’elenco di 14 clienti della Banca popolare di Vicenza coi quali gli ex vertici dell’istituto di credito hanno fatto accordi per i cosiddetti “finanziamenti baciati”, vale a dire la concessione di finanziamenti in cambio dell’acquisto di azioni della banca, con l’impegno da parte di BpVi a riacquistare le azioni al prezzo di vendita. L’elenco dei 14 clienti, anticipato ieri dal Sole 24 Ore, è contenuto nella relazione tecnica agli atti dell’inchiesta della Procura di Vicenza che ipotizza i reati di ostacolo alla vigilanza, falso e aggiotaggio nei confronti di sette ex manager della BpVi, l’ex presidente Gianni Zonin, l’ex direttore generale Samuele Sorato e altri cinque amministratori oltre alla stessa banca.
I clienti pratesi sono Andrea Colzi, residente a Poggio a Caiano, titolare della Comatex di Montemurlo, e Mario Becagli, l’imprenditore tessile morto lo scorso 12 agosto e già proprietario di Tessile Fiorentina oltre a numerosi alberghi a Firenze e Montecatini e complessi immobiliari da Punta Ala all’Isola d’Elba. La società è il Consiag, la municipalizzata del gas.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.13821527:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/07/15/news/lite-sulle-azioni-bpvi-di-consiag-1.13821527]]
Le indagini preliminari sono state chiuse lo scorso 26 luglio e la relazione tecnica è stata firmata da Lara Castelli, Gaetano Parisi e Roberto Tasca. Nel documento viene riportata la formula con la quale la banca si impegnava coi clienti per convincerli all’acquisto delle azioni dopo la concessione del finanziamento: «La banca si impegna a riacquistare le sopracitate azioni entro la scadenza al presso minimo di 62,50 euro ed eventualmente superiore stabilita dall’assemblea». Promesse che probabilmente non sono state rispettate. I vertici di Consiag, cercati ieri, sono risultati irreperibili, però è stato fatto sapere che dopo aver meditato di fare causa alla banca, poi non l’hanno fatta. Consiag aveva in portafoglio azioni BpVi per oltre 9 milioni di euro, poi risultate carta straccia, e non ha potuto nemmeno aderire alla proposta di transazione a 9 euro fatta a gennaio dalla banca. Quanto ad Andrea Colzi, raggiunto al telefono, ha preferito non commentare.
Secondo la Procura di Vicenza, e anche quella di Prato, i “finanziamenti baciati” sono serviti alla Popolare di Vicenza per simulare uno stato patrimoniale migliore di quello che in realtà era. Una sorta di autofinanziamento che non è consentito dalla legge bancaria.
L’elenco dei 14 clienti a cui è stata proposta l’operazione, secondo la relazione tecnica finita agli atti dell’inchiesta di Vicenza, corrisponde a finanziamenti per 46,6 milioni di euro. Oltre a questi, ci sono altri 113,4 milioni di finanziamenti verso 34 clienti che hanno ottenuto garanzie meno vincolanti, una generica «disponibilità ad accogliere la domanda» di riacquisto delle azioni. Per altri 13 clienti è stata trovata traccia delle lettere della banca che però non risultano essere mai state inviate.
Secondo i consulenti della Procura, senza questa operazione di autofinanziamento la banca sarebbe affondata molto prima. «È ragionevole concludere - scrivono - che il fenomeno del finanziamento degli acquisti di azioni BpVi ha permesso alla banca di mantenere il funzionamento del mercato secondario solo fino al 2012, mentre risultava non essere più in grado di garantire la relativa liquidità già a partire dal 2013». I consulenti rilevano anche che alcuni clienti sono stati pagati prima di altri, a prescindere dall’ordine cronologico col quale sono state presentate le domande di riacquisto delle azioni. Anche su questo la Procura sta indagando.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
