Il dolore
Sequestrata confezione cinese con appartamento dormitorio
Prato, blitz della Polizia municipale in un immobile di via Cavour. Loculi realizzati anche sul terrazzo, sacchi di rifiuti tessili, impianto elettrico manomesso, insetti e blatte
PRATO. A due passi dal centro, nei pressi di via Cavour, la Polizia municipale ha sequestrato un immobile composto da una civile abitazione ed un laboratorio di confezione di abbigliamento pronto moda gestito da ditta intestata a un cittadino cinese di 54 anni. Dagli accertamenti è emerso che il confezionista non conferiva gli scarti tessili prodotti a una ditta autorizzata ma li smaltiva illegalmente mediante incenerimento nel caminetto all'interno dell'abitazione adiacente al laboratorio.
La Polizia municipale aveva già posto sotto sequestro il caminetto che durante la notte emetteva in atmosfera fumi molesti e maleodoranti; nel frattempo il confezionista non si è minimamente organizzato e ha continuato ad accumulare sacchi di rifiuti nel giardino posteriore del laboratorio insieme a materiale di ogni tipo, incluse montagne di cenere derivanti dagli abbruciamenti degli scarti tessili. Presenti anche un manufatto in legno, utilizzato come deposito, e una grande tettoia in cui sottostavano macchinari in disuso.
Durante l'ultimo controllo la Polizia municipale ha anche verificato che sul terrazzo erano state costruite delle baracche ad uso dormitorio e che la casa aveva le stanze tutte tramezzate, al fine di ricavare gli ormai tristemente famosi loculi per alloggiare i lavoranti. Tutti gli ambienti presentavano condizioni di assoluta insicurezza e insalubrità per gli occupanti, ma anche per gli edifici posti nelle vicinanze.
Gli agenti di piazza Macelli hanno verificato infestazioni da insetti e blatte tra ambienti esterni ed interni oltre alla manomissione dell'impianto elettrico che in alcuni punti, nell'abitazione, evidenziava segni di corto circuito con annerimento delle zone circostanti; nessuna cautela ai fini antinfortunistici e prevenzionistici era adottata nel luogo di lavoro e neppure nella casa attigua collegata funzionalmente al laboratorio.
E' perciò scattato il sequestro penale degli edifici, che resterà in piedi fino alla bonifica e al ripristino dell'agibilità del complesso edilizio.
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