Sicurezza
E gli Afterhours chiamano a raccolta anche i fiorentini
Tappa in piazza Duomo a Prato del tour organizzato per i trent'anni di attività del gruppo che non toccherà il capoluogo di regione
PRATO. Sono trascorsi quattro anni dall’ultima volta che gli Afterhours hanno fatto tappa a Prato. Adesso il gruppo ritorna festeggiando i trent’anni di carriera. Un compleanno importante che viene celebrato con un tour antologico. La band si esibirà a Prato venerdì primo settembre, preceduta da “Le luci della centrale elettrica”, progetto artistico – musicale di Vasco Brondi, fresco dell'uscita del disco "Terra" a marzo e reduce dalla partecipazione al concerto del 1° maggio a Roma.
«Siamo felici che questo gruppo canti prima di noi, anzi lo reputo uno stimolo in più». Parole di Rodrigo D’Erasmo, violinista degli Afterhours che conserva un ottimo ricordo di quando è stato a Prato. «Rammento la piazza piena e il pubblico molto caldo - dice il musicista – Siamo curiosi e vogliosi di ritornare a Prato. In questo tour non c’è stata la tappa di Firenze, quindi sarà l’occasione per i fiorentini che vogliono ascoltarci di venire qui». Rodrigo D’Erasmo fa parte del gruppo dal 2008, nato in Brasile è arrivato in Italia all’età di sei anni quando la famiglia si trasferì. Ha vissuto in diverse parti dello Stivale e questo ha influito sul suo percorso musicale.
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«A Roma – racconta – sono cresciuto e maturato artisticamente per poi trasferirmi a Milano quando sono entrato a far parte degli Afterhours. Ogni capitolo della mia vita è sicuramente importante e inconsciamente il Brasile me lo porto dentro. È il mio background anche dal punto di vista creativo». E se molti credono che il violino sia uno strumento solo da musica classica si sbagliano di grosso. «Ho fatto un lavoro di ricerca e di suono – racconta D’Erasmo – e gli ho dato una chiave piuttosto originale affinché questo strumento sia all’interno di un gruppo rock come il nostro».
Sul palco di piazza Duomo ci saranno Manuel Agnellli (voce e chitarre), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino), Xabier Iriondo (chitarre), Stefano Pilia (chitarre) e Fabio Rondanini alla batteria. D’Erasmo si sofferma, quindi, a parlare dei trent’anni del gruppo: «Fa un ottimo effetto parlare di così tanti anni di longevità di questo progetto. Stiamo parlando di tre decadi, iniziate in un periodo un cui non c’era la velocità di consumo odierna e con molta meno facilità di diffusione. Oggi internet aiuta anche le piccole realtà a farsi conoscere, gli Afterhours hanno fatto una lunga gavetta che oggi nessuno si sentirebbe di affrontare. E trent’anni vogliono dire che il nostro pubblico ci segue».
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l pubblico storico e quello che ha tramandato la passione per il gruppo ai figli e pure ai nipoti. «E dopo trent’anni – aggiunge D’Erasmo - essere ancora un gruppo pieno di grande vitalità e non un amarcord è motivo di grande orgoglio». Nel concerto, come detto, il gruppo proporrà una scaletta antologica: «Senza ovviamente tralasciare gli ultimi due dischi – sottolinea il musicista – per noi molto importanti». Prima di salutarci chiediamo a Rodrigo D’Erasmo quanti concerti ha all’attivo. Ci pensa un attimo: «Sa che questa domanda non me l’hanno mai fatta – risponde (e ride, ndr) - Ma facciamo subito due conti: io sono nel gruppo dal 2008. Un anno, come gruppo, siamo stati fermi e considerando che facciamo più di 30 concerti all’anno posso dire di superare quota 250 eventi».
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