Il Tirreno

Prato

Il vicesindaco Faggi: "Ora la nuova frontiera sono i garage, le soffitte e le case"

Brezzo, Cavicchi, Bettazzi e Belli in rappresentanza di Filctem Cgil, Confindustria Toscana Nord (sezione moda) Cna e Confartigianato per la firma del protocollo sulla sicurezza
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Brezzo, Cavicchi, Bettazzi e Belli in rappresentanza di Filctem Cgil, Confindustria Toscana Nord (sezione moda) Cna e Confartigianato per la firma del protocollo sulla sicurezza

Brezzo (Filctem Cgil): "Se non investiamo sui controlli alla base, tintorie e stamperie, non fermeremo l'illegalità"

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PRATO. “La tragedia che si è consumata alla Tignamica, anche se maturata in un contesto molto diverso, ci fa ripiombare nel clima drammatico dei fatti della Teresa Moda del 2013”. Lo ha dichiarato il vicesindaco Simone Faggi che, insieme con l’assessore Benedetta Squittieri e il presidente della Regione Enrico Rossi, si è recato alla Tignamica per un sopralluogo nell’area in cui sorge la casa nel quale, a causa dei fumi di un incendio le cui origini sono ancora da stabilire, sono morti un uomo e una donna di nazionalità cinese.

IL COMUNE DI PRATO

“L’incidente di stamani all’alba ci convince che è necessario continuare sulla strada dei controlli e delle verifiche su cui ci siamo impegnati in questi ultimi anni”, ha aggiunto Faggi. “Anche perché adesso abbiamo di fronte una nuova sfida, quella di individuare i nuovi luoghi di produzione, che, in nome dell’abbattimento dei costi della produzione, non sono più i classici capannoni  ma sono garage, soffitte o mansarde, come nel caso della Tignamica”.

Per contrastare questo fenomeno, secondo  il vicesindaco Faggi  “è necessaria una ancora maggiore collaborazione da parte di tutti, in primo luogo degli imprenditori e dei proprietari degli immobili, ai quali chiediamo che dopo aver affittato vadano oltre i controlli formali, attuando invece controlli attenti e assidui che possano evitare rischi per le persone e le proprietà. Questo soggiacere tutto all’idea della produzione è insopportabile e, purtroppo, ha prodotto questa nuova e intollerabile tragedia”.

LA FILCTEM CGIL

"Ancora  - interviene il segretario della Filctem Cgil Massimiliano Brezzo - non conosciamo le cause dell’incendio sviluppatosi alla Tignamica, sappiamo soltanto che ancora una volta siamo costretti a piangere dei morti, due lavoratori alle cui famiglie siamo vicini. Abbiamo però la certezza che un’abitazione era stata trasformata in un laboratorio, e quindi che siamo in presenza di un'azienda illegale. Una azienda, cioè, funzionale al sistema illegale che da sempre denunciamo e chiediamo di contrastare. Un sistema che ha prodotto altre due vittime, indipendentemente dalle cause dell’incendio, per il solo fatto di esistere con le sue modalità organizzative".

"Da anni - aggiunge Brezzo - denunciamo che tale sistema va contrastato colpendolo dove è più vulnerabile. Abbiamo promosso un protocollo che spiegasse come fare. Lo abbiamo condiviso con tutte le categorie economiche e sociali e lo abbiamo presentato a tutti gli organi di controllo. Ribadiamo che non basta controllare le aziende di confezioni per verificare che non abbiano dormitori all’interno (anche perché, a quanto pare, ora bisognerebbe controllare le abitazioni, per verificare che non vi siano impiantati laboratori dentro). Come Filctem-Cgil continuiamo a riproporre di contrastare questo sistema con la stessa ricetta da anni: quelle postazioni all’interno dell’abitazione erano sicuramente alimentate con tessuti tinti e stampati illegalmente nel nostro territorio, in aziende perfettamente visibili e con rapporti di lavoro chiaramente illegali. Speriamo che questa nuova tragedia, che vede ancora delle persone vittime di un sistema che, oltre ad essere illegale, è palesemente assassino, induca chi di dovere ad affrontare il problema nelle forme, negli orari e nei giorni opportuni, nelle aziende di stamperia e di tintoria, al fine di impedire che queste abitazioni-laboratorio possano essere rifornite del materiale da confezionare.  Questa è, e resta, per noi, l’unica possibilità di far sì che le vittime odierne siano le ultime".

IL CONSIGLIERE ALDO MILONE

"Purtroppo è successo anche nelle abitazioni, così come ho preannunciato diverse volte un disastro simile", è l'intervento del consigliere comunale ed ex assessore alla sicurezza Aldo Milone. "È sufficiente fare una ricerca negli archivi dei giornali per ritrovare le mie dichiarazioni in proposito. Proprio recentemente ho detto, per l'ennesima volta, che il lavoro degli Ispettori della Regione andava indirizzato verso le abitazioni perché avevano più facilità di accesso in quanto erano titolari di quei compiti quali il controllo delle condizioni igieniche-sanitarie. Mi dispiace di essere stato un profeta di questa immane tragedia. Questa mia dichiarazione può essere rintracciata in una tv locale. Il Presidente della Regione Rossi e il capo degli Ispettori hanno qualcosa da dire su questa vicenda? Possiamo considerare tutto ciò una loro sconfitta? Non intendo speculare sotto il profilo politico però spero che questa tragedia sposti l'attenzione dei controlli in maniera più continuativa verso le abitazioni che, come ripeto, possono rappresentare delle vere bombe. Spero e mi auguro che almeno una volta i miei appelli vengano presi in considerazione".

 

 

 

 

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