Gioco
Vaccini, a scuola senza certificati
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Una vaccinazioneAccordo sulle iscrizioni: sarà l’Asl a verificare che gli alunni siano stati vaccinati come prevede la legge
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PRATO. Tanto rumore per nulla, almeno per il momento. I genitori che si apprestano a iscrivere i propri figli alla scuola dell’obbligo non dovranno dimostrare di averli sottoposti ai vaccini obbligatori. Saranno le scuole a trasmettere gli elenchi degli alunni all’Asl, che poi verificherà gli obblighi vaccinali.
È questa la sostanza del protocollo d’intesa firmato ieri a Firenze nella sede dell’Ufficio scolastico regionale tra la scuola, le tre Asl toscane e Anci Toscana per la prevenzione e l’estensione dell’obbligo vaccinale in età 0-16 anni, in applicazione della legge 119 del 31 luglio 2017, che porta da 4 a 10 le vaccinazioni obbligatorie.
Era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Grazia Ciambellotti. La prima cosa da chiarire è che la procedura concordata solleva le famiglie dall’onere di dover presentare alla scuola di frequenza dei figli le certificazioni che attestino le avvenute vaccinazioni: saranno infatti gli istituti scolastici e i nidi a provvedere alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle ASL competenti per territorio entro il 31 agosto. L’Asl procederà poi alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e in un secondo momento si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola per fissare un incontro di sensibilizzazione ed informazione.
All’esito del percorso, in caso di diniego alle vaccinazioni mancanti da parte dei genitori, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi delle posizioni non in regola per le successive determinazioni del caso.
«In questa fase transitoria niente ostacola la regolare frequenza scolastica e le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione alle scuole circa le vaccinazioni – conferma l’assessore Ciambellotti – La legge stessa prevede delle procedure di semplificazione e il nostro obiettivo era appunto quello di facilitare la vita delle famiglie e delle segreterie scolastiche che rischiavano di essere ingolfate dagli accertamenti necessari, per i quali i genitori si sarebbero rivolti ai pediatri. Per gli stessi motivi e per l’incertezza che avrebbe creato non era risolutiva neanche la scelta di far presentare un’autocertificazione. Quindi non vi è alcuna scadenza imminente da rispettare che vieti la frequenza a scuola: pur nell’osservanza della legge statale, la direzione che intendiamo seguire con questo accordo è di collaborare con la famiglie per affrontare insieme la questione dell’adeguata copertura vaccinale e della riduzione del rischio, senza rigidità».
L’accordo mette in rete tutti i Comuni della Toscana, le istituzioni scolastiche regionali ed i Dipartimenti della Prevenzione delle tre Aziende sanitarie, anticipando modalità operative per le quali la norma prevede l’obbligatorietà dall’anno scolastico 2019 – 2020. In virtù di quanto previsto nell’accordo le famiglie eviteranno di fare code agli uffici Asl o dai pediatri per acquisire gli attestati di vaccinazione e non dovranno produrre neppure l’autocertificazione.
È questa la sostanza del protocollo d’intesa firmato ieri a Firenze nella sede dell’Ufficio scolastico regionale tra la scuola, le tre Asl toscane e Anci Toscana per la prevenzione e l’estensione dell’obbligo vaccinale in età 0-16 anni, in applicazione della legge 119 del 31 luglio 2017, che porta da 4 a 10 le vaccinazioni obbligatorie.
Era presente anche l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Grazia Ciambellotti. La prima cosa da chiarire è che la procedura concordata solleva le famiglie dall’onere di dover presentare alla scuola di frequenza dei figli le certificazioni che attestino le avvenute vaccinazioni: saranno infatti gli istituti scolastici e i nidi a provvedere alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle ASL competenti per territorio entro il 31 agosto. L’Asl procederà poi alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e in un secondo momento si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola per fissare un incontro di sensibilizzazione ed informazione.
All’esito del percorso, in caso di diniego alle vaccinazioni mancanti da parte dei genitori, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi delle posizioni non in regola per le successive determinazioni del caso.
«In questa fase transitoria niente ostacola la regolare frequenza scolastica e le famiglie non dovranno presentare alcuna documentazione alle scuole circa le vaccinazioni – conferma l’assessore Ciambellotti – La legge stessa prevede delle procedure di semplificazione e il nostro obiettivo era appunto quello di facilitare la vita delle famiglie e delle segreterie scolastiche che rischiavano di essere ingolfate dagli accertamenti necessari, per i quali i genitori si sarebbero rivolti ai pediatri. Per gli stessi motivi e per l’incertezza che avrebbe creato non era risolutiva neanche la scelta di far presentare un’autocertificazione. Quindi non vi è alcuna scadenza imminente da rispettare che vieti la frequenza a scuola: pur nell’osservanza della legge statale, la direzione che intendiamo seguire con questo accordo è di collaborare con la famiglie per affrontare insieme la questione dell’adeguata copertura vaccinale e della riduzione del rischio, senza rigidità».
L’accordo mette in rete tutti i Comuni della Toscana, le istituzioni scolastiche regionali ed i Dipartimenti della Prevenzione delle tre Aziende sanitarie, anticipando modalità operative per le quali la norma prevede l’obbligatorietà dall’anno scolastico 2019 – 2020. In virtù di quanto previsto nell’accordo le famiglie eviteranno di fare code agli uffici Asl o dai pediatri per acquisire gli attestati di vaccinazione e non dovranno produrre neppure l’autocertificazione.
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