Il dolore
Rivolta nel carcere della Dogaia: barricate e vetri rotti
Prato, preoccupazione dei sindacati del personale di Polizia Penitenziaria: "Carcere sovraffollato, è una polveriera" . La Cgil Fp chiede l'avvicendamento dei vertici del penitenziario. A settembre consiglio comunale straordinario
PRATO. ll caos è scoppiato all’improvviso, senza che vi fosse nessuna avvisaglia. Lunedì, ore 13. Alcuni detenuti, tutti di nazionalità magrebina, tolgono le brande dalle celle e le spostano nel corridoio del reparto, a mo’ di barriera. Bloccano gli agenti della polizia penitenziaria, che non riescono più a transitare nella quinta sezione della Dogaia. Ma non basta: nel frattempo, in uno scenario ormai fuori controllo, alcuni di loro ingeriscono dei corpi estranei e si autoinfliggono ferite sul corpo con delle lamette da barba. Mentre altri rompono i vetri del cancello di ingresso.
Accade tutto nel carcere di Prato, in un drammatico pomeriggio di fine estate. Il motivo? «La refrattarietà – spiegano in una nota i sindacati Sappe e Uilpa – di alcuni detenuti di etnia magrebina nell’accettare le regole di turnazione per l’ammissione al lavoro interno». Per questo, fino al tardo al pomeriggio di lunedì, la situazione è rimasta fuori controllo e gli stessi poliziotti, per riportare la calma, sono dovuti rimanere in servizio ben oltre l’orario programmato. Con un detenuto che, dopo essersi ferito con delle lamette, è stato trasportato al pronto soccorso del Santo Stefano di Prato, piantonato dagli agenti.
IL SAPPE: «SERVONO AGENTI»
Non è la prima volta che all’interno del carcere pratese la situazione sfugge di mano. È per questo che i sindacati dei poliziotti tornano a farsi sentire. «Le condizioni del reparto di media sicurezza sono critiche – affermano dal Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria – e sono a rischio la sicurezza interna dell’istituto e l’incolumità del personale». Fortunatamente, durante i disordini, nessun agente è rimasto ferito. «Ma non per questo – prosegue il Sappe – bisogna sminuire l’accaduto in quanto le azioni poste in essere, per futili motivi, risultano veri e propri atteggiamenti di sfida nei confronti di uomini in divisa, che rappresentano l’istituzione Stato e che giornalmente cercano di svolgere la propria attività lavorativa con dignità, seppure con sempre più notevoli difficoltà». «Ogni giorno – rimarca il segretario generale del sindacato, Donato Capece – arrivano dagli istituti di pena della Toscana resoconti inquietanti rispetto ai continui eventi critici che si verificano. Mi appello al ministro della Giustizia, Andrea Orlando: le carceri sono più sicure assumendo i poliziotti che mancano e finanziando gli interventi per potenziarne i livelli di sicurezza».
I NUMERI
Il cordinatore territoriale della Uilpa polizia penitenziaria, Massimo Lavermicocca, snocciola cifre inquietanti sulla Dogaia. «Nell’istituto Pratese, dopo l’attuazione delle misure della sorveglianza a celle aperte per gli effetti della sentenza Torreggiani – sottolinea – sono ritenute ormai inadeguate a fronteggiare una popolazione in costante aumento, con una presenza di circa 670 detenuti, infatti nelle sezioni detentive sono aumentati gli episodi di violenza, di questi il 70% risulta essere di popolazione extracomunitaria, con notevole difficoltà di adattamento di culture diverse. Il personale di sorveglianza, invece, risulta carente con una forza di circa 230 agenti a fronte dei 345 agenti previsti: con una carenza di 125 uomini».
LA CGIL: «NUOVO DIRETTORE»
La Cgil chiede immediatamente un cambio ai vertici del carcere. «Le ragioni che hanno determinato questa protesta – scrive Sandro Malucchi, segretario provinciale Cgil Fp – non sono ancora chiare ma una parte di detenuti autori della rivolta in questione sono già noti per azioni di autolesionismo, aggressioni al personale e agli altri detenuti. Vista la totale assenza di provvedimenti la polizia penitenziaria di Prato metterà in atto ulteriori forme di protesta e chiede l’avvicendamento dei vertici».
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LE REAZIONI
“Le notizie dei disordini avvenuti all’interno del carcere della Dogaia sono preoccupanti e sono la spia di una situazione critica. La condizione di sovraffollamento desta preoccupazione perché mette a rischio la sicurezza dei lavoratori penitenziari e non è rispettosa nemmeno dei diritti dei carcerati”. È quanto dichiara il vicesindaco Simone Faggi dopo aver appreso la notizia dei disordini che si sono verificati nella giornata di lunedì all’interno del carcere della Dogaia.
Proprio nelle scorse settimane, in occasione della visita della commissione Sanità, il vicesindaco Faggi e il consigliere regionale Nicola Ciolini avevano messo in rilievo il problema del sovraffollamento, riconoscendo allo stesso tempo il “grande lavoro che la struttura carceraria e i lavoratori del carcere fanno ogni giorno per garantire le migliori condizioni di vivibilità”.
Come annunciato dalla presidente del Consiglio comunale, Ilaria Santi, entro il mese di settembre si svolgerà una seduta straordinaria del Cosngilio per discutere della situazione e chiedere al governo un intervento appropriato. La data del Consiglio sarà fissata nei prossimi giorni, dopo la riunione della Conferenza dei capigruppo.
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