Il Tirreno

Prato

Famiglie assediate da puzza e ratti - Video

di Paolo Nencioni
Mirella Dell'Aquila e Grazia Scazzi
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Mirella Dell'Aquila e Grazia Scazzi

Prato, protestano i residenti di via Braga: due settimane dopo il sequestro di un catering cinese il cibo putrefatto è ancora lì

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PRATO. La puzza si sente distintamente ancora prima di arrivare nel piazzale che divide due gruppi di abitazioni in fondo a via Braga, dove finisce Tavola e, passato l’Ombrone, inizia Poggetto. Puzza di animali morti e alimenti putrefatti.

Da un paio di settimane quattro famiglie sono costrette a convivere col cattivo odore che non dà tregua, soprattutto la sera, e la scomoda presenza di ratti, alcuni dei quali morti da giorni nella corte di una porzione di colonica. I superstiti scorrazzano dentro la casa ormai deserta. «Li sento stridere la notte, è una cosa che mi fa venire i brividi» racconta Mirella Dell’Aquila, che abita proprio davanti alla corte dove fino allo scorso 2 agosto si era installata la famiglia di un venditore ambulante cinese, titolare di un chiosco per la vendita di panini al Macrolotto.

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Quando gli agenti della polizia municipale andarono a controllare si trovarono di fronte uno scenario mai visto prima: topi, vermi e alimenti maleodoranti custoditi in frigoriferi e congelatori non più alimentati dalla corrente elettrica. Di conseguenza scattò il sequestro penale preventivo della casa, del magazzino e del furgone del paninaro, che è ancora fermo nel piazzale, recintato dalle “fettucce” bianche e rosse. Sembrava un caso chiuso, e invece è stato solo l’inizio dei problemi per le famiglie che abitano accanto alla colonica, perché gli alimenti deperibili sono rimasti all’interno della casa e il caldo eccezionale di questi giorni ha fatto il resto, trasformando la colonica in una “bomba biologica”.

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«Qui non si respira più, è una situazione insostenibile - si lamenta Grazia Scatizzi, che vive proprio accanto alla colonica dalla quale sono stati sfrattati i cinesi - Venga, senta un po’ anche lei se è possibile sopportare questa puzza».

In effetti no. E fosse solo la puzza. Sulla soglia del magazzino ci sono un paio di topi morti, altri due, molto più grandi, sono nella corte interna sequestrata. «Qui eravamo abituati ai topolini di campagna - dice un altro residente - Questi invece sono grossi come gatti». Sono stati i residenti a buttare qualche pasticca di veleno per evitare che i ratti entrassero nelle case adiacenti, ma ovviamente non è una soluzione.

«Qualcuno dovrebbe venire a portare via la schifezza che c’è in quella casa» sintetizza Grazia Scatizzi. Sì, ma chi?

I residenti dicono di aver contattato sia la polizia municipale che l’Azienda sanitaria, ma di non aver avuto risposte precise. Dal comando della Municipale fanno sapere che in questi casi tocca al soggetto che ha subìto il sequestro ripristinare le normali condizioni igieniche, e se, come sembra, l’ambulante cinese non ottempera all’obbligo, tocca al proprietario dell’immobile, che è la Fattoria di Capezzana del conte Contini Bonacossi. Se anche questo tentativo non ottiene risultati, si può chiedere l’intervento dell’Asl, che verifica le condizioni dei luoghi e fa una richiesta al Comune. Il sindaco a questo punto può emettere un’ordinanza urgente e disporre la bonifica dell’immobile per poi rivalersi in solido sul conduttore e sul proprietario.

Nel caso di via Braga è evidente che serve una soluzione in tempi rapidi, visto che la puzza è insostenibile e il rischio di contrarre malattie a causa delle condizioni igieniche non è così remoto. Le famiglie che abitano accanto alla colonica si aspettano che qualcuno faccia qualcosa nel giro di pochi giorni.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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