Il Tirreno

Prato

"Mi annoiavo, per questo ho dato fuoco alla lapide dei partigiani"

La lapide dei partigiani bruciata in via Bologna (foto Batavia)
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La lapide dei partigiani bruciata in via Bologna (foto Batavia)

Prato, un pratese di 43 anni è stato denunciato dalla polizia dopo che ha appiccato il fuoco anche a un portoncino in via Bologna

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PRATO. "Mi annoiavo, per questo ho dato fuoco alla lapide dei partigiani e al portone di quella casa". Nessuna matrice politica dietro il focolaio che la sera di venerdì 18 agosto ha annerito il marmo della lapide in via Bologna 108 che ricorda i caduti della Resistenza. Altrettanto per quel che concerne il principio di incendio a un portoncino poco distante dalla lapide: noia, caldo, una mente fragile, già ampiamente conosciuta dalla forze dell'ordine. L'uomo, 43 anni, pratese, è stato visto aggirarsi, un po' sperso, in via Bologna dal padrone della casa alla quale da poco aveva incendiato il portone dell'entrata posteriore. Gli agenti delle volanti hanno impiegato poco a bloccarlo e denunciarlo. Tanto più che ha confessato subito.

Il Comune condanna il gesto compiuto contro la lapide in memoria di due partigiani fucilati proprio in quel punto, e contro il portone di una casa vicina, dati alle fiamme.  La volontà del Comune è di ripulire e rimettere a posto la lapide prima delle celebrazioni del 73° anniversario della Liberazione di Prato dall'occupazione nazifascista, il 6 settembre 1944.

Non è la prima volta che la lapide all'incrocio tra via Bologna e via Mozza sul Gorone viene ripulita dal Comune in seguito ad atti vandalici: già un'altra volta qualche anno fa la targa è stata imbrattata di vernice, come anche quella al Castello dell'Imperatore in memoria dei deportati e il cippo al Parco della Liberazione e della Pace, questa volta con atti vandalici di matrice politica. L'episodio di venerdì sera si aggiunge a quello avvenuto due giorni fa nei giardini di via Carlo Marx, dove è stata praticamente distrutta dai vandali un'area gioco per i più piccoli, una bravata che costerà alle casse comunali 15mila euro e di cui l'Amministrazione vuole chiarire le responsabilità.

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