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Prato

Confcommercio: "Tenere aperto d'agosto è antieconomico"

Tiziano Tempestini, direttore della Confcommercio di Prato e Pistoia
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Tiziano Tempestini, direttore della Confcommercio di Prato e Pistoia

Il direttore Tiziano Tempestini risponde all'assessore Daniela Toccafondi che chiede una programmazione per venire incontro alle esigenze di residenti e turisti

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PRATO. Chiudere i negozi in agosto è una scelta obbligata perché la città è semideserta e tenere aperto sarebbe antieconomico. Lo sostiene Tiziano Tempestini, direttore della Confcommercio di Prato e Pistoia in risposta all'assessore allo Sviluppo economico Daniela Toccafondi che nei giorni scorsi aveva sollecitato i commercianti a non chiudere tutti insieme per venire incontro alle esigenze di residenti e turisti.

"Forse si tratta solo di una magia della notte di mezza estate che ogni anno si ripete - replica ironicamente Tempestini - I commercianti spesso messi all'indice per le loro richieste sul traffico e per la sosta, sempre snobbati quando lamentano la concorrenza della grande distribuzione o del commercio on line e mai creduti quando esprimono il loro disagio verso la burocrazia asfissiante e la tassazione, a metà agosto diventano i grandi assenti in città e che tutti reclamano a gran voce. Si trovano così ad essere redarguiti da chi non ricorda che da quasi 20 anni (la riforma epocale a firma Bersani risale al 1998) il vento del liberismo soffia forte per il commercio portando via regole e programmazione per orari e superfici di vendita lasciando al mercato di regolare le scelte delle imprese e dei consumatori".

"E il mercato non fa sconti a nessuno - sostiene Tempestini - Nei 10 anni della crisi centinaia di migliaia di serrande si sono abbassate definitivamente in Italia e l'asticella della competitività si è alzata al punto tale da chiedere impegno, competenza e coraggio straordinari agli imprenditori che vogliono ancora "stare in partita". Scegliere se tenere aperto o chiudere in agosto è una scelta pressoché obbligata. La città è semi deserta, i flussi turistici sono ancora epidermici, i dipendenti meritano le ferie e il riposo come del resto i titolari. Tenere aperto è sicuramente antieconomico. La decisione di chiudere l'attività  è una conseguenza naturale".

Ma lo stesso Tempestini lascia aperto uno spiraglio. "Va bene così? - si chiede - Niente può cambiare? Certamente no e confcommercio non si tira indietro. Se il sindaco ci chiamerà a un confronto sul tema che, partendo dalle competenza in materia di informazione e promozione turistica del comune capoluogo di provincia, traguardi un progetto di lungo periodo che punti a intercettare i milioni di turisti che frequentano la Toscana tutto l'anno (non solo in agosto) saremo in prima fila con le nostre imprese, le nostre idee e il nostro impegno. La crescita dei flussi turistici, anche giornalieri, potrà essere il vero punto cardinale al quale affidarsi per invertire la rotta della chiusura agostana delle attività commerciali. Ci convince poco invece l'idea di organizzare calendari delle aperture o intraprendere azioni di convincimento verso gli associati. È un'iniziativa di retroguardia che non crediamo possa portare a reali soluzioni".

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