La manifestazione
lettera al sindaco
«Turisti spaesati in centro» Protesta una commerciante
PRATO. «I pochi turisti che hanno scelto di visitare Prato non hanno idea di cosa fare, non hanno la possibilità di usufruire dei servizi igienici e spesso neanche di comprare una bottiglietta d’acqua...
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PRATO. «I pochi turisti che hanno scelto di visitare Prato non hanno idea di cosa fare, non hanno la possibilità di usufruire dei servizi igienici e spesso neanche di comprare una bottiglietta d’acqua, visto che moltissimi bar sono chiusi».
In una lettera inviata al sindaco Matteo Biffoni e alla stampa, Maura Longhi – proprietaria di un negozio in piazza del Comune – si lamenta dell’accoglienza che la città riserverebbe ai vacanzieri che hanno scelto di passare in Toscana la settimana di Ferragosto. «Tutto ciò è molto grave, non è possibile che nel centro storico ci possa essere questa situazione – continua Longhi – che si può solo definire con il termine “tristezza”.
La commerciante ritiene colpevole di tutto ciò solo ed esclusivamente l’amministrazione. «In centro di gente ne viene e se ci fosse qualche attività aperta forse ce ne sarebbe un po’ di più – continua Longhi – e potrebbe essere un modo per mantenere una città viva anche nel mese di agosto, cosi da invogliare i turisti e far lavorare le attività».
«Mi chiedo – prosegue la cittadina, rivolgendosi direttamente al sindaco Biffoni – perché non si espone lei direttamente o chi di competenza per verificare questa realtà. È inutile andare a tagliare la prima fetta di cocomero il 15 di agosto, quando bisognerebbe soffermarci su problemi più importanti...».
La commerciante cita anche un esempio concreto. «Una coppia di turisti romani ha girovagato in una città da loro definita “morta e abbandonata” – rivela Maura Longhi – e alla fine, dopo tutta la mattinata in giro, si è ritrovata a pranzare in un locale, uscendo schifata. E soprattutto – conclude – i due sono andati a visitare il duomo ed è stato loro negato l’acquisto del depliant nella vetrinetta alle 16.50 perché in chiusura, quando la chiusura dovrebbe essere alle 17».
In una lettera inviata al sindaco Matteo Biffoni e alla stampa, Maura Longhi – proprietaria di un negozio in piazza del Comune – si lamenta dell’accoglienza che la città riserverebbe ai vacanzieri che hanno scelto di passare in Toscana la settimana di Ferragosto. «Tutto ciò è molto grave, non è possibile che nel centro storico ci possa essere questa situazione – continua Longhi – che si può solo definire con il termine “tristezza”.
La commerciante ritiene colpevole di tutto ciò solo ed esclusivamente l’amministrazione. «In centro di gente ne viene e se ci fosse qualche attività aperta forse ce ne sarebbe un po’ di più – continua Longhi – e potrebbe essere un modo per mantenere una città viva anche nel mese di agosto, cosi da invogliare i turisti e far lavorare le attività».
«Mi chiedo – prosegue la cittadina, rivolgendosi direttamente al sindaco Biffoni – perché non si espone lei direttamente o chi di competenza per verificare questa realtà. È inutile andare a tagliare la prima fetta di cocomero il 15 di agosto, quando bisognerebbe soffermarci su problemi più importanti...».
La commerciante cita anche un esempio concreto. «Una coppia di turisti romani ha girovagato in una città da loro definita “morta e abbandonata” – rivela Maura Longhi – e alla fine, dopo tutta la mattinata in giro, si è ritrovata a pranzare in un locale, uscendo schifata. E soprattutto – conclude – i due sono andati a visitare il duomo ed è stato loro negato l’acquisto del depliant nella vetrinetta alle 16.50 perché in chiusura, quando la chiusura dovrebbe essere alle 17».
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