Il dolore
Morto Mario Becagli, creò il pile
L’imprenditore pratese aveva 88 anni. Un impero nato dal tessile e poi esteso al turistico-immobiliare
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PRATO. Si è spento sabato scorso, a Firenze, all’età di 88 anni, dopo una lunga malattia l’imprenditore tessile Mario Becagli. Con Becagli se ne va uno dei pionieri dell’industria tessile pratese. Nato a Firenze nel 1929, si era diplomato nel famoso Istituto Tecnico Buzzi di Prato cominciando, prestissimo, la sua esperienza industriale nel settore tessile.
Dotato di indicibile talento, si è dedicato alla ricerca dei tessuti tecnici sportswear ed è divenuto noto a Prato, negli anni Sessanta, per l’invenzione del “pile” e della pelliccia ecologica, che gli ha consentito una rapida escalation nelle vette più alte dell’imprenditoria. Negli anni Cinquanta i fratelli Becagli, Mario e Piero, furono i primo ad avviare il settore delle pellicce sintetiche ed ecologiche e a diffondere il marchio e le produzioni caratteristiche di Prato in mercati fino ad allora difficili, come Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Unione Sovietica. Nella seconda metà degli anni Ottanta esplode la moda del pile, tessuto straordinariamente caldo eppure leggerissimo.
Dall’inizio degli anni Ottanta Maro Becagli ha esteso, con grande profitto, i suoi interessi, anche all’estero, nel campo immobiliare, turistico-alberghiero, agricolo e, da ultimo, nelle energie rinnovabili, divenendo così uno tra i più famosi imprenditori della Toscana.
Si ricordano, tra le varie aziende storiche del suo gruppo, la Tessile Fiorentina di Prato, la Casalbosco di Pistoia e la San Lorenzo di Grosseto.
«Uomo di grande sensibilità e carisma, dotato di forte temperamento, tenace, audace e geniale allo stesso tempo: all’intuizione seguiva, sempre, efficacemente, l’azione», lo ricordano la moglie Teresa e i quattro figli Lorenzo, Massimiliano, Niccolò e Tommaso, che lo hanno assistito fino all’ultimo.
Mario Becagli fu colpito da un grande dolore quando nel 2005, sull’isola di Bali in circostanze mai chiarite e con l’assassino rimasto sconosciuto, venne uccisa a sassate la figlia Raffaella, 31 anni.
Insieme alla famiglia Mario Becagli viveva a Firenze in un palazzo sul Lungarno Vespucci. Come tanti pratesi avevano scelto di eleggere come propria residenza il capoluogo toscano. La sua carriera imprenditoriale, avviata insieme al fratello Piero, morto nel 2003, ha preso sì le mosse dal tessile, con la celebrata invenzione del pile, ma poi nel corso dei decenni si è diversificata abbracciando i settori più vari spaziando dal tessile all’immobiliare, dall’alberghiero all’agricoltura. Restando all’alberghiero tra le mani dei Becagli sono passati in questi anni quattro hotel a Firenze (Fenice, Demidoff, Ruspoli e Brunelleschi), quattro a Montecatini (Ambasciatori, Cristallino, Millennium e Vittoria). Loro anche il Casalbosco a Santomato di Montale. Altro albergo di prestigio la Fattoria San Lorenzo a Grosseto.
Nel portafogli dei Becagli, nel tempo, hanno trovato posto anche Palazzo Ruspoli in piazza Duomo a Firenze, complessi immobiliari a Punta Ala, Castiglion della Pescaia, Isola d’Elba. Mai abbandonate, comunque, le radici, ovvero il tessile.
Dotato di indicibile talento, si è dedicato alla ricerca dei tessuti tecnici sportswear ed è divenuto noto a Prato, negli anni Sessanta, per l’invenzione del “pile” e della pelliccia ecologica, che gli ha consentito una rapida escalation nelle vette più alte dell’imprenditoria. Negli anni Cinquanta i fratelli Becagli, Mario e Piero, furono i primo ad avviare il settore delle pellicce sintetiche ed ecologiche e a diffondere il marchio e le produzioni caratteristiche di Prato in mercati fino ad allora difficili, come Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, Unione Sovietica. Nella seconda metà degli anni Ottanta esplode la moda del pile, tessuto straordinariamente caldo eppure leggerissimo.
Dall’inizio degli anni Ottanta Maro Becagli ha esteso, con grande profitto, i suoi interessi, anche all’estero, nel campo immobiliare, turistico-alberghiero, agricolo e, da ultimo, nelle energie rinnovabili, divenendo così uno tra i più famosi imprenditori della Toscana.
Si ricordano, tra le varie aziende storiche del suo gruppo, la Tessile Fiorentina di Prato, la Casalbosco di Pistoia e la San Lorenzo di Grosseto.
«Uomo di grande sensibilità e carisma, dotato di forte temperamento, tenace, audace e geniale allo stesso tempo: all’intuizione seguiva, sempre, efficacemente, l’azione», lo ricordano la moglie Teresa e i quattro figli Lorenzo, Massimiliano, Niccolò e Tommaso, che lo hanno assistito fino all’ultimo.
Mario Becagli fu colpito da un grande dolore quando nel 2005, sull’isola di Bali in circostanze mai chiarite e con l’assassino rimasto sconosciuto, venne uccisa a sassate la figlia Raffaella, 31 anni.
Insieme alla famiglia Mario Becagli viveva a Firenze in un palazzo sul Lungarno Vespucci. Come tanti pratesi avevano scelto di eleggere come propria residenza il capoluogo toscano. La sua carriera imprenditoriale, avviata insieme al fratello Piero, morto nel 2003, ha preso sì le mosse dal tessile, con la celebrata invenzione del pile, ma poi nel corso dei decenni si è diversificata abbracciando i settori più vari spaziando dal tessile all’immobiliare, dall’alberghiero all’agricoltura. Restando all’alberghiero tra le mani dei Becagli sono passati in questi anni quattro hotel a Firenze (Fenice, Demidoff, Ruspoli e Brunelleschi), quattro a Montecatini (Ambasciatori, Cristallino, Millennium e Vittoria). Loro anche il Casalbosco a Santomato di Montale. Altro albergo di prestigio la Fattoria San Lorenzo a Grosseto.
Nel portafogli dei Becagli, nel tempo, hanno trovato posto anche Palazzo Ruspoli in piazza Duomo a Firenze, complessi immobiliari a Punta Ala, Castiglion della Pescaia, Isola d’Elba. Mai abbandonate, comunque, le radici, ovvero il tessile.
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