Il Tirreno

Prato

Il Buzzi torna di moda, nuovo record di iscritti

Maria Lardara
Un tecnico al lavoro nel laboratorio del Buzzi (foto Batavia)
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Un tecnico al lavoro nel laboratorio del Buzzi (foto Batavia)

Prato, in crescita sia gli studenti che si iscrivono alla sezione tessile che alle classi prime Il preside Serniotti: «Stiamo ampliando i locali dell’istituto a nostre spese» 

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PRATO. Inizialmente doveva formarsi una classe in più ma alla fine, all’ultimo minuto, ne è stata aggiunta una mezza. Altro che giovani in fuga dal tessile, all’istituto Buzzi l’indirizzo moda del triennio, quello che prepara soprattutto i tecnici di produzione, ha fatto il pienone per l’anno scolastico 2017/2018: 60 studenti hanno scelto quello che è il ramo più congeniale alla vocazione del distretto, comprendente materie come chimica tessile e tecnologie di nobilitazione dei prodotti, moda, disegno, progettazione e industrializzazione.

«Fino a qualche tempo fa numeri del genere sarebbero stati impensabili – ammette il preside Erminio Serniotti – Sei anni fa, quando m’insediai alla dirigenza del Buzzi, i diplomati dell’indirizzo moda si contavano sul palmo della mano. Stiamo oggettivamente assistendo a un riavvicinamento delle nuove generazioni ai percorsi di istruzione tecnica più legati al tessile, questo grazie anche all’impegno sulla formazione e all’opera di sensibilizzazione portati avanti insieme all’ex Unione industriale pratese (ora confluita in Confindustria Toscana Nord, ndr)».

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E quindi, in totale, saranno due e mezzo le classi dell’indirizzo moda che nelle prossime settimane siederanno sui banchi dell’istituto tecnico di viale della Repubblica. La campanella suonerà per loro con le aspettative migliori: se la metà dei diplomati al Buzzi sceglie di proseguire gli studi universitari, è statisticamente dimostrato come l’80-90% di loro trovi subito uno sbocco sul mercato del lavoro dopo la scuola. Ma il trend crescente di iscrizioni al Buzzi ormai prosegue da anni, mai però come il boom di nuovi ingressi che si è verificato quest’anno, con 24 prime classi composte per il prossimo settembre, cinque in più rispetto all’anno scolastico 2016/2017 (alcune anche con 28 alunni in aula).

«Questo significa che oltre 600 ragazzi a settembre saranno in prima», puntualizza il dirigente Serniotti. Ma significa anche che servono nuovi spazi di aule e laboratori per accogliere tutti gli studenti, motivo per cui mentre tutti sono in vacanza in istituto si sta procedendo ad alcuni lavori di ristrutturazione interna e di ampliamento dei volumi per ricavare sei aule in più. È del 29 maggio scorso una nota in cui il preside del Buzzi chiede alla Provincia (l’ente competente sugli istituti superiori) di poter effettuare alcuni interventi di ristrutturazione sui propri locali, a costo di frugarsi in tasca propria. «Con l’impegno a farsi carico della relativa copertura finanziaria», si legge fra le righe di un atto ufficiale della Provincia. La spesa per il progetto esecutivo ammonta a 214mila euro, mentre l’ente provinciale come di norma si è occupato di appaltare i lavori.

Non finisce qui. Istituto Buzzi diventa anche una griffe da indossare, quasi uno status symbol di cui andare fieri per la lunga storia che racchiude. Così gli insegnanti di scienze motorie hanno pensato di far realizzare per gli studenti un kit di indumenti sportivi per la palestra e il tempo libero. Un completo di marca “Errea” con magliette, tute e pantaloni con i colori verde e nero, quelli ufficiali dell’istituto, per rafforzare il senso di appartenenza e l’orgoglio di studiare al Buzzi. Già fioccano le prime richieste. Chi vuole acquistare il kit può recarsi nel negozio “Officine Sportive” in via Udine oppure, a breve, ordinarlo anche attraverso il canale del sito internet della scuola.
 

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