Il dolore
Scelta civica dice “addio” al Pd
Il coordinatore regionale: «Bosi ha fatto altre scelte, stop agli accordi futuri»
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PRATO. Il patto elettorale fra Partito Democratico e Scelta civica del 2014 che ha portato alla vittoria del centrosinistra e all’elezione di Matteo Biffoni a sindaco di Prato, non esiste più. «A rescinderlo in via unilaterale - afferma il coordinatore regionale Pasquale Petrella - è stato il Partito democratico che tramite le dichiarazioni del suo segretario provinciale, Gabriele Bosi, ha pubblicamente affermato che gli unici alleati sul territorio, che hanno anche rappresentanti in Parlamento, sono i Socialisti e Democrazia solidale, e che in vista delle prossime elezioni del 2019 sta trattando con gli altri partiti della sinistra-sinistra».
«Che il Pd si fosse dimenticato di Scelta civica lo avevamo intuito da tempo - prosegue - Adesso ne abbiamo la certezza e ne prendiamo atto. Ho chiesto e avuto un colloquio con Gabriele Bosi e avevo chiesto una risposta entro una settimana per capire se si era trattato di una svista o ormai di una strategia, visto che nelle elezioni del 2014 il simbolo e la lista di Scelta civica c'erano ma di certo non c'erano quelli dei Socialisti e di Democrazia solidale. A oggi il chiarimento non è avvenuto quindi credo che il Pd abbia fatto le sue scelte e si sia assunto l’onere di dividere la propria strada da quella dei liberali e democratici che Scelta civica rappresenta».
«Quanto accaduto a Prato avrà inevitabilmente le sue ripercussioni anche in tutta la Toscana – continua il coordinatore regionale – Dopo aver sostenuto in campagna elettorale con una propria lista il Pd a Prato portandolo a vincere sul centrodestra, abbiamo presentato nostre liste a sostegno dei candidati del Partito democratico a Sesto Fiorentino e Cascina nel 2016 e a Pistoia nel 2017. L'anno scorso abbiamo costituito numerosi comitati LiberSì per la riforma costituzionale in sostegno della riforma voluta da Renzi e dal Pd cercando di coinvolgere soprattutto la parte moderata e di centrodestra. D’ora in poi sarà difficile che si possa arrivare ad accordi sui territori con un partito che ha la memoria corta».
«Che il Pd si fosse dimenticato di Scelta civica lo avevamo intuito da tempo - prosegue - Adesso ne abbiamo la certezza e ne prendiamo atto. Ho chiesto e avuto un colloquio con Gabriele Bosi e avevo chiesto una risposta entro una settimana per capire se si era trattato di una svista o ormai di una strategia, visto che nelle elezioni del 2014 il simbolo e la lista di Scelta civica c'erano ma di certo non c'erano quelli dei Socialisti e di Democrazia solidale. A oggi il chiarimento non è avvenuto quindi credo che il Pd abbia fatto le sue scelte e si sia assunto l’onere di dividere la propria strada da quella dei liberali e democratici che Scelta civica rappresenta».
«Quanto accaduto a Prato avrà inevitabilmente le sue ripercussioni anche in tutta la Toscana – continua il coordinatore regionale – Dopo aver sostenuto in campagna elettorale con una propria lista il Pd a Prato portandolo a vincere sul centrodestra, abbiamo presentato nostre liste a sostegno dei candidati del Partito democratico a Sesto Fiorentino e Cascina nel 2016 e a Pistoia nel 2017. L'anno scorso abbiamo costituito numerosi comitati LiberSì per la riforma costituzionale in sostegno della riforma voluta da Renzi e dal Pd cercando di coinvolgere soprattutto la parte moderata e di centrodestra. D’ora in poi sarà difficile che si possa arrivare ad accordi sui territori con un partito che ha la memoria corta».
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