Sicurezza
Si impossessava delle identità delle colleghe e le metteva su una chat hard
Le donne si sono trovate ad essere oggetto di avances pesanti perfino al supermercato. Lui, dopo il lavoro, si trasformava in un burattinaio e chattava fingendo di essere loro e fissando appuntamenti. Poi spiegava: "Non ti ho considerato perché cerco approcci più forti"
PRATO. "Sono Eli78 e sono in cerca di un uomo che mi faccia vivere emozioni forti". O ancora: "Sono Mary83 e sono in cerca di avventure". Ascoltava le abitudini delle colleghe, ne carpiva appuntamenti e informazioni personali e forte della conoscenza di tante cose private rubava loro l’identità per metterle su chat di incontri hard. Avviava conversazioni con gli uomini in cerca di avventure spacciandosi per le sue vittime e indicava loro luoghi in cui poteva incontrarle. Al supermercato, all’uscita della palestra, sotto l’ufficio che condivideva con loro in un ampio open space. Non dimenticava di fornire modelli e targhe delle auto in modo che non ci fossero dubbi su chi fosse la donna da incontrare.
Una volta che avveniva l’approccio tornava all’attacco spiegando per quale motivo la vittima era apparsa dura, innervosita, poco propensa a quegli strani corteggiamenti. “Non ti ho considerato perché mi sei sembrato un po’ blando, mi piacciono gli uomini più intraprendenti”. Un “gioco” pericolosissimo per le sue colleghe: ancora la procura sta cercando di capire il numero esatto delle donne coinvolte, in vittime di stalker più o meno aggressivi.
Lui è un single, lavora come impiegato, ha una vita apparentemente normale vissuta ancora in casa con i genitori, ma che già in altri due casi aveva avuto comportamenti patologici nell’affrontare i rapporti con le donne. Quando gli inquirenti si sono presentati a casa per sequestrargli telefoni e computer con in mano una denuncia per stalking e sostituzione di persona ha confessato subito e alla pm Laura Canovai, in fase di interrogatorio, non ha esitato a dire: “Sì, sono io. Per me è un gioco. Volevo capire come si approcciavano gli uomini. L’ho fatto con più colleghe”.
La denuncia è partita dalla prima collega che ha preso di mira. La donna non riusciva a capire cosa le stesse accadendo. Ovunque andasse c’era un uomo pronto a farle un’avance, a sentirsi autorizzato a rivolgerle un complimento scortese o una domanda impertinente. Una situazione che si ripeteva continuamente e che non poteva essere normale. Al buio, senza capirne i motivi, ha presentato raccontato agli inquirenti quello che succedeva. Poi in un secondo tempo, quando ha trovato un uomo ad attenderla sotto il posto di lavoro, accanto alla sua auto, ha avvisato i carabinieri che hanno identificato l’uomo. E qui è partita l’indagine perché la persona in questione ha candidamente ammesso: “Frequento una chat di incontri hard. Stavo chattando con lei e mi ha dato appuntamento qui. Non credo sia un reato”.
Dalla chat gli inquirenti sono risaliti al computer e da qui all’autore dei messaggi. Un uomo con la doppia personalità: in ufficio il collega timido a cui rivelare i propri impegni senza problemi e dopo cena uno stalker virtuale. Allo stato attuale è stato denunciato a piede libero. Le indagini sono in corso.
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