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Prato

Perseguita l’ex dopo 20 anni Confessa: «Ho perso la testa»

Perseguita l’ex dopo 20 anni Confessa: «Ho perso la testa»

La pm dà parere positivo ai domiciliari ma chiede il braccialetto elettronico Le aveva scritto decine di messaggi, l’aveva seguita e incendiato l’auto 

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PRATO. Ha confessato di aver perso la testa per lei. E di essersi reso conto di aver sbagliato. Che la sua vita ora è con la moglie e i figli e non con quella donna che con cui aveva avuto una storia giovanile, a 19 anni e di cui dopo 20 anni si era di nuovo invaghito fino a renderle la vita impossibile.

Un bacio dato quando entrambi erano giovanissimi e niente di più di una storia di qualche settimana che sono riaffiorati, con la deflagrazione di una bomba, nella vita della donna, già sposata e con dei figli. Lui era in crisi, l’ha vista forse su Facebook e ha creduto che si potesse tornare indietro nel tempo. Non facendo i conti con la realtà

L’uomo, un falegname di quasi 39 anni, adesso dopo due mesi uscirà dal carcere dov’era rinchiuso per stalking. Il suo avvocato, dopo la confessione, ha richiesto gli arresti domiciliari, il pm Laura Canovai dopo aver ascoltato parola per parola il racconto dell’uomo, fino a quel momento incensurato, ha dato parere favorevole ma ha richiesto al Gip di mettere anche il braccialetto elettronico per controllare che il quarantenne, residente nel comune di Carmignano, non si riavvicini a colei che per oltre un anno è stata la sua vittima. È stato lui, dopo due mesi di carcere, assistito dall’avvocato Leonardo Pugi a raccontare che cosa avesse fatto alla ex fidanzatina, ammettendo anche episodi fino a quel momento non contestati. Non solo lettere e messaggi. Le ha bruciato l’auto, le ha scritto con lo spray una frase legata allo spaccio di droga con la volontà di far concentrare le attenzioni dei carabinieri sul marito, di cui aveva già parlato con un maresciallo invitandolo a tener d’occhio l’uomo che, probabilmente, spacciava. Un comportamento folle, non collegabile all’amore, e cominciato nel marzo del 2016 con una decina di messaggi su Facebook in cui le diceva di aver perso la testa per lei fino ad arrivare a una lettera del maggio 2017, quando già si trovava ai domiciliari, in cui chiedeva a un amico di bruciare delle auto nel Comune di residenza della donna in modo da spostare i sospetti che erano ricaduti su di lui dopo che oltre ad averle inviato decine di messaggi e perfino una raccomandata l’aveva attesa più volte sotto casa e al lavoro. Il falegname nel periodo in cui era in carcere era stato sottoposto a una perizia psichiatrica da cui era emerso che non si trattava di una persona pericolosa. Se il Gip accoglierà la domanda di arresti domiciliari e il braccialetto elettronico sarà anche seguito da uno psicologo. (i. r.)



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