La manifestazione
Sull’ambulanza ci sarà l’infermiere
Prato, mossa-tampone per il mese di agosto, Ciolini: «Ma la riorganizzazione del servizio emergenze non è più rinviabile»
PRATO. «Abbiamo avuto un incontro con il direttore generale Asl Toscana Centro Emanuele Gori , e il problema dell’ambulanza con il medico a bordo eliminata di notte per il mese d’agosto, verrà risolto nell’arco di due o tre giorni, sostituendola con un mezzo con a bordo il personale infermieristico». Nicola Ciolini, consigliere regionale, componente della commissione sanità, dopo l’allarme lanciato dal gruppo 5 Stelle in Regione sul rischio che venga sguarnito il sevizio sul territorio del comune di Prato, si è messo in moto.
«La situazione del 118 tornerà alla normalità in settembre, ma la questione della riorganizzazione del servizio emergenze – prosegue Ciolini - non è più rinviabile». Nel caso del 118 non è nemmeno questione di costi eccessi o di risparmio da realizzare: «C’è da trovare in fretta la sostenibilità - afferma Ciolini - ma dal punto di vista delle risorse umane». Un problema serio: perché di medici che vogliano stare sulle ambulanze non ce ne sono più. «Inoltre - continua il consigliere regionale - la Toscana è l’unica regione italiana che prosegue nel mantenere un sistema così pesante di gestione delle emergenze. In Emilia Romagna e in Lombardia, per esempio, il servizio è svolto unicamente dal personale infermieristico specializzato». Ed è la strada che in autunno prenderà anche la Toscana, a partirà, probabilmente da Prato.
A provvedere alle emergenze, sia in inverno sia in estate - a intervenire quindi su incidenti stradali, malori in casa o per strada, infortuni - è il personale di tre ambulanze. A regime due ambulanze viaggiano con il medico a bordo, una con gli infermieri. Il rapporto verrà capovolto: quando la riorganizzazione, già discussa con la Asl e in attesa di un confronto «assolutamente necessario e urgente - precisa Ciolini - con le associazioni di volontariato che sono da coinvolgere nelle scelte», entrerà in vigore, il numero di “medicalizzate” sarà destinato a calerà via via.
«Si può anche pensare - prosegue il consigliere regionale - di aumentare il numero di mezzi in servizio, in particolare nel capoluogo, ma utilizzando gli infermieri che sono formati apposta». D’altro canto la questione della difficoltà nel reperire medici specializzati disponibili a lavorare in ospedale, è decisamente più ampia e riguarda non solo Prato ma molte altri presidi ospedalieri toscani: mancano pediatri, mancano chirurghi, mancano ematologi e professionisti di tante altre specializzazioni.
Sulla questione riorganizzazione intervengono anche Paolo Porta e Roberto Cesario, rappresentanti del Nursid, il sindacato delle professioni infermieritistiche, stigmatizzando come «a cinque anni dalla direttiva che dava avvio della riorganizzazione territoriale da parte della Regione Toscana e che prevede chiaramente la razionalizzazione del personale medico e l’aumento del personale infermieristico» la direttiva «sia ancora largamente disattesa». Nursid chiede di istituire un tavolo tecnico «per istituire un’adeguata rete assistenziale di emergenza e urgenza».
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