La protesta
"Sì, sono lo stalker della mia ex". L'uomo, in carcere, confessa e chiede i domiciliari
La pm chiede al Gip di mettere al falegname di 39 anni il braccialetto elettronico per evitare che torni dalla sua vittima, una donna con cui era stato poche settimane a 19 anni
PRATO. Ha confessato di aver perso la testa per lei. E di essersi reso conto di aver sbagliato. Che la sua vita ora è con la moglie e i figli e non con quella donna che con cui aveva avuto una storia giovanile, a 19 anni e di cui dopo 20 anni si era di nuovo invaghito fino a renderle la vita impossibile. Un bacio, una storia di qualche settimana che riaffiora e come una bomba entra nella vita della donna, già sposata e con dei figli. L’uomo, un falegname di quasi 39 anni, adesso dopo due mesi uscirà dal carcere. L’avvocato ha richiesto gli arresti domiciliari, il pm Laura Canovai ha dato parere favorevole ma ha richiesto al Gip di mettere anche il braccialetto elettronico per controllare che il quarantenne, residente nel comune di Carmignano, non si riavvicini a colei che per oltre un anno è stata la sua vittima.
E’ stato lui, dopo due mesi di carcere, assistito dall’avvocato Leonardo Pugi a raccontare che cosa avesse fatto alla ex fidanzatina. Non solo lettere e messaggi. Le ha bruciato l’auto, le ha scritto con lo spray una frase legata allo spaccio di droga con la volontà di far concentrare le attenzioni dei carabinieri sul marito, già aveva detto a un maresciallo di tener d’occhio l’uomo che, probabilmente, spacciava. Un comportamento folle, non collegabile all’amore, e cominciato nel marzo del 2016 con una decina di messaggi su Facebook in cui le diceva di aver perso la testa per lei fino ad arrivare a una lettera del maggio 2017, quando già si trovava ai domiciliari, in cui chiedeva a un amico di bruciare delle auto nel Comune di residenza della donna in modo da spostare i sospetti su di lui per l’incendio dell’utilitaria della donna.
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