La statuetta del “Premio Cerreto” assegnata a Giammarco Piacenti
Nella Limonaia di Villa Rospigliosi si è svolta la cerimonia della nona edizione del premio ideato da un gruppo di residenti della frazione di Prato. Il riconoscimento è andato al restauratore della Basilica della Natività di Betlemme
PRATO. C’è tanto orgoglio per l’essere pratese nel premio “Cerreto”, giunto quest’anno alla nona edizione. Orgoglio, amore per questa città, per le mille risorse, non sempre tutte conosciute e apprezzate a sufficienza, che da sempre Prato è capace di sfoderare anche nei momenti più difficili. Una città fatta di gente dotata di grandi qualità, umane e professionali, che riesce grazie alle proprie capacità, ad esportare il nome di Prato fuori dai confini regionali, italiani e anche nel mondo. Come è accaduto al restauratore Giammarco Piacenti al quale è stata assegnata, lo scorso giovedì sera nell'affascinante Limonaia di Villa Rospigliosi, la statuetta di San Michele Arcangelo, patrono della chiesa della frazione di Cerreto.
Su di lui è caduta, più che meritata mente visto lo splendido lavoro compiuto nel restauro della Basilica della Natività di Betlemme, la scelta della speciale giuria dei residenti di Cerreto, presieduta dal fervente cultore della pratesità Fernando Meoni. È stata l’occasione, anche attraverso un breve estratto del docu-film di Tommaso Santi, “Restaurare il cielo”, per ripercorrere l’appassionata opera di restauro in corso nella Basilica della Natività. Piacenti ha colto l’occasione, anche in qualità di presidente della Fondazione Datini, per richiamare l’attenzione dei pratesi verso i tesori, come lo stesso istituto storico, che la città conserva ma che, per varie ragioni, non riesce ad esaltare nella maniera adeguata.
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Presenti tra gli altri alla serata il sindaco Matteo Biffoni, la vicepresidente della commissione cultura Ilaria Bugetti e alcuni dei vincitori delle passate edizioni del premio Cerreto (il primo nel 2009 fu lo scrittore Sandro Veronesi): il regista Mirco Locchi e l’attrice Stefania Stefanin, il direttore d’orchestra Domenico Tondo, il filosofo Giuseppe Panella, il medico e artista poliedrico Giovanni Nuti.
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