Attenzione
Filati è profondo rosso Bene il metalmeccanico
Il tessile, in base ai dati del Centro studi di Confindustria, è in fase di contrazione Numeri peggiori rispetto al dato nazionale dove sono ripresi gli investimenti
4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Ancora male i filati. Ma meglio del semestre precedente. Tira invece ancora il meccanotessile.
Sono questi i dati, almeno stando allo studio del Centro studi di Confindustria Toscana Nord Lucca, Pistoia e Prato che ha elaborato i risultati della rilevazione congiunturale relativa al secondo trimestre del 2017 (consuntivo periodo aprile-giugno e previsioni luglio-settembre).
L’indagine è realizzata trimestralmente con un campione statistico di imprese manifatturiere di 10 o più addetti.
Per quanto riguarda Prato la produzione industriale nel secondo trimestre 2017 ha registrato una contrazione del –0, 4% rispetto allo stesso periodo del 2016, quando a gennaio-marzo 2017 era diminuita del –2, 2%.
Nel tessile la contrazione a livello di distretto si è portata al –1, 2%, un risultato che incorpora il miglioramento della produzione dei filati (-6, 6% la variazione tendenziale della produzione del secondo trimestre, da –11, 6% del primo.
I tessuti invece hanno registrato una piccola variazione positiva della produzione rispetto al secondo trimestre 2016 (+0, 3%), mentre le lavorazioni conto terzi tessili si sono attestate al –0, 7%.
Ancora contrazione per la produzione nel settore abbigliamento e maglieria, a –5, 3% mentre prosegue il ciclo positivo della metalmeccanica che grazie ai produttori di macchine per l’industria tessile, ha messo a segno un aumento pari a +11, 5%. Positivo l’andamento di tutti gli altri settori manifatturieri (+2, 5%).
«Per Prato come a livello nazionale i segni più nella produzione industriale – è il commento del vicepresidente di Toscana Nord Andrea Tempestini – si vedono soprattutto nei settori della meccanica, grazie al traino dei maggiori investimenti in beni strumentali. Il caso del meccanotessile è eloquente e testimonia della vitalità di questo nostro importante gruppo di imprese. Negli altri settori la situazione è per adesso meno dinamica con i produttori di tessuti che stanno comunque confermando i livelli produttivi dello scorso anno mentre per i produttori di filati la contrazione sul 2016, dopo anni di variazioni positive, è ancora legata al recente cambiamento delle tendenze moda, meno attente ai filati fantasia».
«La maggior parte del segno per la produzione industriale di Prato – continua il vice presidente Tempestini – in questa fase deriva però principalmente dalla battuta di arresto dell’abbigliamento. Una spiegazione tecnica sta nel fatto che l’anticipo del caldo ha inciso sulla domanda di capi primaverili e fatto slittare in avanti la produzione del pronto programmato per l’autunno inverno. Vedremo nei prossimi trimestri. In ogni caso il nostro sistema industriale tiene e anche le recenti fiere tessili, Pitti Filati e Milano Unica, hanno dato segnali confortanti».
Nel secondo trimestre la produzione industriale dell’area Lucca-Pistoia-Prato ha registrato una variazione nulla rispetto allo stesso periodo del 2016, in leggero miglioramento rispetto al risultato tendenziale del primo trimestre (-0, 6%).
In Italia è in atto invece una ripresa dei beni d’investimento, poiché le aziende, favorite dalle condizioni monetarie e finanziarie espansive e dagli incentivi fiscali (ad esempio il piano nazionale industria 4.0), aumentano gli acquisti di beni strumentali con un impatto diretto sul potenziale produttivo.
Coerentemente con quanto avviene a livello nazionale, anche a Lucca, Pistoia e Prato, tra i macrosettori troviamo in crescita l’aggregato della metalmeccanica che ha messo a segno nel secondo trimestre un risultato tendenziale del +2, 1%.
Il settore della carta e cartotecnica aumenta nel 2° trimestre del +0, 7%; cuoio e calzature migliorano del +0, 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; a seguire chimica e plastica che ha conseguito un aumento del +0, 5%.
Sotto il risultato medio dell’area Lucca Pistoia Prato si sono piazzate le variazioni del settore alimentare (-0, 7 per cento), del tessile (-1, 2%), e delle lavorazioni di metalli non metalliferi (lapideo, –1, 8%).
Ancora negativi i settori del mobile (-7, 6%) e dell’abbigliamento e maglieria (-4, 4%), dato, quest’ultimo, supportato anche dal forte aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate nel settore dall’Inps, su Prato e Pistoia, a partire dalla fine del 2016.
Dal punto di vista dimensionale, nel secondo trimestre 2017 si sono attenuate le differenze di andamento a favore delle aziende più grandi che avevamo registrate sinora: le imprese maggiori (50 addetti e più) hanno, in aggregato, una variazione della produzione del +0, 3% mentre quelle tra 10 e 49 addetti, del –0, 1%.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sono questi i dati, almeno stando allo studio del Centro studi di Confindustria Toscana Nord Lucca, Pistoia e Prato che ha elaborato i risultati della rilevazione congiunturale relativa al secondo trimestre del 2017 (consuntivo periodo aprile-giugno e previsioni luglio-settembre).
L’indagine è realizzata trimestralmente con un campione statistico di imprese manifatturiere di 10 o più addetti.
Per quanto riguarda Prato la produzione industriale nel secondo trimestre 2017 ha registrato una contrazione del –0, 4% rispetto allo stesso periodo del 2016, quando a gennaio-marzo 2017 era diminuita del –2, 2%.
Nel tessile la contrazione a livello di distretto si è portata al –1, 2%, un risultato che incorpora il miglioramento della produzione dei filati (-6, 6% la variazione tendenziale della produzione del secondo trimestre, da –11, 6% del primo.
I tessuti invece hanno registrato una piccola variazione positiva della produzione rispetto al secondo trimestre 2016 (+0, 3%), mentre le lavorazioni conto terzi tessili si sono attestate al –0, 7%.
Ancora contrazione per la produzione nel settore abbigliamento e maglieria, a –5, 3% mentre prosegue il ciclo positivo della metalmeccanica che grazie ai produttori di macchine per l’industria tessile, ha messo a segno un aumento pari a +11, 5%. Positivo l’andamento di tutti gli altri settori manifatturieri (+2, 5%).
«Per Prato come a livello nazionale i segni più nella produzione industriale – è il commento del vicepresidente di Toscana Nord Andrea Tempestini – si vedono soprattutto nei settori della meccanica, grazie al traino dei maggiori investimenti in beni strumentali. Il caso del meccanotessile è eloquente e testimonia della vitalità di questo nostro importante gruppo di imprese. Negli altri settori la situazione è per adesso meno dinamica con i produttori di tessuti che stanno comunque confermando i livelli produttivi dello scorso anno mentre per i produttori di filati la contrazione sul 2016, dopo anni di variazioni positive, è ancora legata al recente cambiamento delle tendenze moda, meno attente ai filati fantasia».
«La maggior parte del segno per la produzione industriale di Prato – continua il vice presidente Tempestini – in questa fase deriva però principalmente dalla battuta di arresto dell’abbigliamento. Una spiegazione tecnica sta nel fatto che l’anticipo del caldo ha inciso sulla domanda di capi primaverili e fatto slittare in avanti la produzione del pronto programmato per l’autunno inverno. Vedremo nei prossimi trimestri. In ogni caso il nostro sistema industriale tiene e anche le recenti fiere tessili, Pitti Filati e Milano Unica, hanno dato segnali confortanti».
Nel secondo trimestre la produzione industriale dell’area Lucca-Pistoia-Prato ha registrato una variazione nulla rispetto allo stesso periodo del 2016, in leggero miglioramento rispetto al risultato tendenziale del primo trimestre (-0, 6%).
In Italia è in atto invece una ripresa dei beni d’investimento, poiché le aziende, favorite dalle condizioni monetarie e finanziarie espansive e dagli incentivi fiscali (ad esempio il piano nazionale industria 4.0), aumentano gli acquisti di beni strumentali con un impatto diretto sul potenziale produttivo.
Coerentemente con quanto avviene a livello nazionale, anche a Lucca, Pistoia e Prato, tra i macrosettori troviamo in crescita l’aggregato della metalmeccanica che ha messo a segno nel secondo trimestre un risultato tendenziale del +2, 1%.
Il settore della carta e cartotecnica aumenta nel 2° trimestre del +0, 7%; cuoio e calzature migliorano del +0, 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; a seguire chimica e plastica che ha conseguito un aumento del +0, 5%.
Sotto il risultato medio dell’area Lucca Pistoia Prato si sono piazzate le variazioni del settore alimentare (-0, 7 per cento), del tessile (-1, 2%), e delle lavorazioni di metalli non metalliferi (lapideo, –1, 8%).
Ancora negativi i settori del mobile (-7, 6%) e dell’abbigliamento e maglieria (-4, 4%), dato, quest’ultimo, supportato anche dal forte aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate nel settore dall’Inps, su Prato e Pistoia, a partire dalla fine del 2016.
Dal punto di vista dimensionale, nel secondo trimestre 2017 si sono attenuate le differenze di andamento a favore delle aziende più grandi che avevamo registrate sinora: le imprese maggiori (50 addetti e più) hanno, in aggregato, una variazione della produzione del +0, 3% mentre quelle tra 10 e 49 addetti, del –0, 1%.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
