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Bpvi: ipotesi di un'azione legale contro Bankitalia e la società di revisione
Prato, lo studio legale Querci, che cura gli interessi di un gruppo di azionisti, interviene anche sulla questione della scadenza per l'insinuazione nella liquidazione coatta amministrativa
PRATO. Ultimi aggiornamenti sulla scadenza per l’insinuazione nella liquidazione coatta amministrativa della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca originariamente indicata al 24 agosto. Lo studio dell'avvocato Francesco Querci, a seguito degli incontri di approfondimento fatti a Vicenza ed a Verona, l’ultimo dei quali in data 31 luglio, informa infatti che al Decreto Legge 99/2017 sulla liquidazione della banca (LCA) e immediatamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale avrebbe dovuto seguire anche la pubblicazione dei decreti ministeriali (di rango amministrativo e dunque attuativo, anch’essi emessi con la stessa data del Decreto Legge ovvero i Decreti Ministeriali 185 e 186 del 2017)".
"Infatti, la sottoposizione di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. a liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell'articolo 80, comma 1, del Testo Unico delle Leggi in materia bancaria e creditizia (TUB) e dell'art. 2 comma 1, lettera a), del Decreto Legge n. 99 del 25 giugno 2017, - prosegue lo studio Querci - è avvenuta, rispettivamente con Decreto n. 185 e con Decreto n° 186, entrambi del 25 giugno 2017, del Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), mai pubblicati.
Dunque, mentre è stato pubblicato tempestivamente il Decreto Legge 99, i Decreti 185 e 186 non sono stati mai pubblicati e posto che i termini per l’insinuazione decorrono dalla “pubblicazione” e non dalla loro emissione, si è creata una confusione interpretativa dettata dal mancato coordinamento dei tre provvedimenti, emessi insieme ma di cui solo il primo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
A complicare la questione è subentrata la Banca d’Italia che il 31 Luglio in Gazzetta Ufficiale pubblicava un “estratto” dei due decreti, il 185 ed il 186, ovvero comunicava l’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa, invero già avviata (basti pensare al contratto di cessione della clientela ed il passaggio delle filiali), richiamando sì i decreti ministeriali ma senza che il Ministero vi abbia però provveduto alla pubblicazione".
"L'articolo 86, comma 5, del TUB - continua il comunicato dello studio Querci - specifica che "entro sessanta giorni dalla pubblicazione del decreto di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, i creditori e i titolari dei diritti indicati nel comma 2, devono chiedere ai commissari, il riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei propri beni...", parebbe allora ragionevole concludere che solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei predetti Decreti ministeriali n° 185 e n° 186 comporti il decorrere del termine, sebbene la pubblicazione nella sezione "Estratti, Sunti e Comunicati" della Gazzetta Ufficiale Serie Generale di Banca d’Italia del 31 Luglio per alcuni potrebbe comportare la decorrenza del termine per l'insinuazione allo stato passivo con il termine il 29 settembre 2014 (60 gg dal 31 luglio 2017).
Circa l’obblico di pubblicazione: l'articolo 8 del Testo Unico Bancario prevede, espressamente, che i provvedimenti di carattere generale del Ministro dell'Economia e delle Finanze emanati ai sensi del TUB siano pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, non è però indicato un termine esatto entro il quale tale adempimento deve essere assolto, quindi la pubblicazione dei decreti relativi a Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e i Veneto Banca S.p.A potrebbe avvenire anche a distanza di mesi dall'effettiva e concreta sottoposizione a LCA delle due popolari venete".
"Lo studio, comunque, prudenzialmente continua a preparare le insinuazioni per il loro deposito per i due termini del 24 agosto o del 29 settembre, seguendo attentamente l’evoluzione della questione. Sul fronte delle responsabilità e delle iniziative giudiziarie, sta accreditandosi sempre più l’ipotesi di un’azione legale contro Bankitalia e la società di revisione, per essere (anche...) emerso un dossier sui finanziamenti “baciati", ovvero dei prestiti ai clienti per l’acquisto delle proprie azioni, inviate proprio da Banca Popolare di Vicenza all’Istituto di Vigilanza nel 2012, ovvero prima della vendita sconsiderata delle azioni del 2013 e del 2014, senza che la Banca d’Italia muovesse foglia, al contrario poi della BCE che successivamente, a danno fatto, è intervenuta per segnalare e sanzionare la BPVI proprio sui finanziamento “baciati”".
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