Il dolore
Coltelli, che passione: l’ultimo vero arrotino
Prato, dai rasoi alle katana, il tempio delle lame è da Armando Maitino in via Taro. «È un arte ma contano anche le mode: oggi vanno i coltelli da cuoco giapponese»
PRATO. Nel suo lavoro, Armando Maitino, ci mette amore e passione e fa tesoro degli insegnamenti del padre, Italo, che nel 1983 aprì la coltelleria in via Taro, dove si trova ancora oggi. Dal 1996 la gestione è passata in mano ad Armando che ne ha fatto una coltelleria molto particolare, di quelle che in Italia si possono contare sulle dita di un mano. Maitino propone una vasta scelta di katana, coltelli giapponesi da cucina e poi quelli professionali e sportivi, spade storiche e altri oggetti adatti ai collezionisti. Inoltre, si trovano anche forbici (pure quelle per i mancini) e prodotti per la manicure. Da qualche anno c’è un ritorno dei rasoi e prodotti per la barba.
La storia. «Mio padre – racconta Armando Maitino – era nato a Frosolone in provincia di Isernia, cittadina dove venivano realizzati i coltelli. Faceva l’impiegato statale a Roma e nel tempo libero il rappresentate di coltelli. Da Roma viene trasferito a Prato e qui arriva la decisione di aprire una sua coltelleria. Quando mio papà iniziò l’attività – prosegue Armando Maitino – a Prato c’erano solo tre arrotini. In quegli anni l’oggetto più arrotato, ed anche il più venduto, erano le forbici. Prima del 1996 venivo saltuariamente a dare una mano, poi presi in mano io la bottega. Ma volevo qualcosa di diverso e così ho iniziato a proporre spade medievali, coltelleria americana e giapponese, cose che non si trovavano altrove come le spade giapponesi che erano sempre più richieste». Come per altri settori anche la coltelleria ha la sua moda e le sue tendenze spesso influenzate dai film come ad esempio “Rambo”. Ma anche dai vari programmi televisivi che si occupano di cucina; questi fanno si che i cuochi e gli appassionati dei fornelli cerchino prodotti efficienti per la preparazione dei loro manicaretti. «Oggi, i prodotti che vanno per la maggiore – afferma Maitino – sono i coltelli giapponesi da cuoco. Sono più leggeri e hanno un taglio che è dieci volte migliore rispetto agli altri. Sono realizzati in acciaio particolare e c’è quello adatto ad ogni uso dalla carne, alle verdure fino al pesce».
BOTTEGHE STORICHE: LE ALTRE PUNTATE DEL TIRRENO
Moda barba. Una vetrinetta della coltelleria A. M. di via Taro è dedicata alla barba. Con una rivisitazione dei rasoi che usavano un tempo e che oggi sono di nuovo richiesti, oggetti realizzati con i criteri moderni (acciaio in carbonio) ma che nel loro gusto richiamano alla mente i barbieri di un tempo e i loro affascinanti saloni. «Oggetti indistruttibili – afferma Maitino - che hanno bisogno solo di essere affilati ogni tanto. Ed i rasoi provvedo ad affilarli rigorosamente a mano sulle pietre naturali».
L’arte dell’arrotino. Quella dell’arrotino è un’arte e non esiste solo la mola per affilare i coltelli. Per quelli giapponesi il signor Armando provvede ad arrotarli con la scartatrice a nastro a bagno d’acqua e poi li rifinisce a mano sulle pietre giapponesi. «Quando arroto penso come se lo stessi facendo ad un mio oggetto – spiega Maitino – e prima di iniziare chiedo qual è l’uso che il cliente deve fare di quel coltello o delle forbici che mi porta. In base a quello che mi dice provvedo a fare il tipo di affilatura della lama».
Coltelli personalizzati. Maitino è anche un artigiano perché alcuni oggetti li realizza lui stesso, come un bel coltello giapponese che ci mostra orgoglioso mentre racconta le fasi della lavorazione, dell’acciaio acquistato per fare la lama e del legno pregiato per realizzare il manico. «Diventano così oggetti personalizzati e pezzi unici», racconta soddisfatto. Alla domanda del cronista se ha mai avuto richieste particolari risponde sorridendo: «Da me l’assurdo non è assurdo, perché ogni richiesta ha un suo perché e realizzo quello che il cliente chiede».
Katana, che passione. Ci sono, poi, le katana (la spada giapponese per antonomasia). Sono riproduzioni e quelle che vende la coltelleria A.M. non sono affilate e non hanno la punta. «Le faccio arrivare dall’America, dal Nord della Cina e dalla Cambogia – spiega Maitino – Hanno la lama, che sottolineo non è affilata, in acciaio temprato, il manico è in legno e il fodero in legno laccato».
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