Il Tirreno

Prato

Una settimana in compagnia dei 40 gradi

Francesco Albonetti
Una settimana in compagnia dei 40 gradi

L’onda africana ha avuto un assaggio ieri con quasi 39°, il top oggi e domenica e l’isola di calore cittadina peggiora le cose

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PRATO. Una settimana da vivere in apnea, per chi è rimasto in città, col termometro che, nelle ore centrali della giornata sarà quasi fisso sui 40°, decimo più decimo meno. Almeno fino a domenica prossima non se ne uscirà, poi, forse da lunedì, inzierà un lento graduale riallineamento verso i valori estivi normali. L’ondata di grande caldo - già ieri massima poco sotto i 39° - verrà trascinata verso l’Italia dall’ennesima sortita verso nord dell’anticiclone africano, ormai affezionato compagno non solo delle nostre estati, ma anche di molti periodi di mezza stagione (come è accaduto quest’anno nelle seconde parti di marzo e di maggio) e addirittura degli inverni.

Le temperature previste. A Prato secondo gli aggiornamenti di ieri pomeriggio, il termometro non dovrebbe superare (si fa per dire) i 40°, fermandosi poco sotto i record storici di 41° che risalgono al luglio 1952 ed agosto 1943. Si tratta di valori ufficiali, relativi a stazioni che rispettano le norme dell’Organizzazione meteorologica mondiale. Non è per niente da escludere che in zone particolari della città, in mezzo al cemento, si possano oltrepassare i 40°. Secondo il consorzio Lamma i 40° di massima saranno toccati sia oggi che domani. Gli esperti di 3B Meteo vanno oltre prevedendo anche i giorni successivi. Anche per loro, oggi la massima salirà a 40°, poi oscillerà fra i 38° e i 39° fino a sabato, per tornare a 40° nella giornata di domenica. A Firenze farà più caldo: oggi prevedono 41° sia Lamma che 3 B Meteo. Significative anche le minime dell’alba, perché combinate con valori di umidità ben superiori a quelli che si registrano nellee ore più calde. Le minime previste saranno sempre sui 22-23° e quando a Prato la minima supera i 20°, la notte fa caldo. A livello statistico si tratta di una delle ondate di caldo più forti degli ultimi decenni, paragonabile a quelle dell’agosto 2003 o del luglio 2015. C’è da dire che queste onde di calore, rispetto al passato, sono più frequenti e durature, ma estati molto calde le abbiamo avute nel secolo scorso anche negli anni ’40 e inizio ’50.

L’isola di calore pratese-fiorentina. Ad aggravare la situazione c’è la posizione orografica di Prato e del bacino a nord-ovest dell’Arno, da Firenze fino a Pistoia. Siamo abbastanza lontani dal mare per beneficiare solo in minima parte delle brezze da ovest che durante il giorno riescono ad entrare dal mare fino alla provincia di Pisa e alla Lucchesia, ma più all’interno arrivano smorzate. Per di più, la piana fiorentina e pratese è incassata fra l’Appennino e il Montalbano, per cui anche i venti che riescono a passare attraverso le valli, in piena estate arrivano scaldati dall’effetto favonico. L’ulteriore aggravante arriva dall’isola di calore cittadina, indotta dalla cementificazione, dai tubi di scarico delle auto e dagli impianti di condizionamento. In epoca di riscaldamento climatico progressivo anche accorgimenti di natura urbanistica relativamente modesti dal punto di vista economico potrebbe sortire un effetto benefico. Si parla molto di bioarchitettura (utilissima ma costosa), meno di altre semplici soluzioni che invece vanno fortissimo all’estero. Per esempio quella di dipingere tetti e pareti di bianco, creando il cosiddetto “effetto albedo”, lo stesso dato in natura dalla neve e dal ghiaccio. Tetti e pareti dipinti di bianco, come nelle isole greche, sono tre volte più efficienti dei tetti verdi, cioè ricoperti di vegetazione. Ed è meno complicato realizzarli.

 

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