Italia
Rissa, profuga e figlio allontanati
Provvedimento chiesto dal sindaco di Carmignano dopo la lite nella casa di via Bicchi
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CARMIGNANO. Scoppia una rissa nella casa di accoglienza di via Bicchi a Carmignano, tra due donne a causa del rumore provocato dal figlio di una di queste. Il sindaco Edoardo Prestanti chiede allontanamento di mamma e figlio.
La lite tra le donne straniere, pare negeriane, subito degenerata in rissa, è scoppiata intorno alle 22 di domenica sera, nella struttura di accoglienza nata nell’ex sede della Misericordia e gestita dalla cooperativa Humanitas.
Oltre alle donne la casa ospita anche tre bambini e sono stati loro l'oggetto del contendere. Una donna in particolare si sarebbe lamentata del chiasso provocato dai bambini e ha iniziato a litigare con una connazionale. Dalle parole si è ben presto passati ai fatti e altre due donne sono intervenute per dare man forte alle prime. All'arrivo delle ambulanze e dei carabinieri, i soccorritori hanno visto i segni delle percosse, in particolare segni di morsi sul corpo di almeno una delle partecipanti alla rissa, che è stata accompagnata in ospedale per essere curata. Le altre tre sono rimaste nella struttura e saranno denunciate per rissa insieme alla prima.
«Abbiamo chiesto e ottenuto l’allontanamento e la sistemazione in una struttura più adeguata del soggetto che domenica sera ha causato il conflitto all’interno del centro di accoglienza di via Bicchi».
A dirlo è il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti, al termine di una riunione convocata d’urgenza ieri mattina in Prefettura per fare il punto sulla situazione dell’accoglienza dei richiedenti asilo nella cittadina.
«Stiamo seguendo passo passo la vicenda – ha aggiunto Prestanti – Per prima cosa abbiamo formulato una richiesta perentoria alla Prefettura, per ricollocare la donna che ha provocato il diverbio e il figlio in un alloggio più idoneo. Su questo la Prefettura ci ha rassicurato. Incontreremo inoltre il gestore della cooperativa Humanitas per fare il punto della situazione e analizzare cosa è successo. Nessuno di noi - ha concluso il sindaco - ha mai ricevuto segnalazioni su schiamazzi o problemi all’interno della casa di accoglienza, da parte dei vicini. Siamo comunque disponibili ad ascoltare i residenti e a trovare insieme a loro delle soluzioni idonee per garantire la massima sicurezza e tranquillità di tutti».
La lite tra le donne straniere, pare negeriane, subito degenerata in rissa, è scoppiata intorno alle 22 di domenica sera, nella struttura di accoglienza nata nell’ex sede della Misericordia e gestita dalla cooperativa Humanitas.
Oltre alle donne la casa ospita anche tre bambini e sono stati loro l'oggetto del contendere. Una donna in particolare si sarebbe lamentata del chiasso provocato dai bambini e ha iniziato a litigare con una connazionale. Dalle parole si è ben presto passati ai fatti e altre due donne sono intervenute per dare man forte alle prime. All'arrivo delle ambulanze e dei carabinieri, i soccorritori hanno visto i segni delle percosse, in particolare segni di morsi sul corpo di almeno una delle partecipanti alla rissa, che è stata accompagnata in ospedale per essere curata. Le altre tre sono rimaste nella struttura e saranno denunciate per rissa insieme alla prima.
«Abbiamo chiesto e ottenuto l’allontanamento e la sistemazione in una struttura più adeguata del soggetto che domenica sera ha causato il conflitto all’interno del centro di accoglienza di via Bicchi».
A dirlo è il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti, al termine di una riunione convocata d’urgenza ieri mattina in Prefettura per fare il punto sulla situazione dell’accoglienza dei richiedenti asilo nella cittadina.
«Stiamo seguendo passo passo la vicenda – ha aggiunto Prestanti – Per prima cosa abbiamo formulato una richiesta perentoria alla Prefettura, per ricollocare la donna che ha provocato il diverbio e il figlio in un alloggio più idoneo. Su questo la Prefettura ci ha rassicurato. Incontreremo inoltre il gestore della cooperativa Humanitas per fare il punto della situazione e analizzare cosa è successo. Nessuno di noi - ha concluso il sindaco - ha mai ricevuto segnalazioni su schiamazzi o problemi all’interno della casa di accoglienza, da parte dei vicini. Siamo comunque disponibili ad ascoltare i residenti e a trovare insieme a loro delle soluzioni idonee per garantire la massima sicurezza e tranquillità di tutti».
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