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Prato

L’inchiesta sul prato 

Dolfi (Tuttocuoio): «Non avevo interesse a retrocedere»

PRATO. Nell’inchiesta sulla tratta dei baby calciatori africani e sulla presunta frode sportiva nella quale è coinvolto il Prato calcio ieri è stata la volta di Andrea Dolfi, ex presidente del...

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PRATO. Nell’inchiesta sulla tratta dei baby calciatori africani e sulla presunta frode sportiva nella quale è coinvolto il Prato calcio ieri è stata la volta di Andrea Dolfi, ex presidente del Tuttocuoio, che è stato interrogato a lungo in Procura come persona informata sui fatti alla presenza del sostituto Lorenzo Gestri e del capo della squadra mobile Francesco Nannucci. A Dolfi è stato chiesto conto delle parole pronunciate nel dopo-partita di Prato del 28 maggio scorso, incontro che ha decretato la salvezza del Prato e la retrocessione dei neroverdi, quando se la prese con quattro giocatori e con un procuratore di Pontedera. Massimo riserbo sul contenuto dell’interrogatorio, ma secondo gli inquirenti Dolfi avrebbe detto cose molto interessanti sul filone della presunta frode sportiva. Ha chiarito alcuni aspetti e risolto alcuni dubbi degli investigatori. Ha affermato che la sua società non aveva alcun interesse a retrocedere, non fosse altro perché così ha perso tutti i contratti pluriennali che aveva coi calciatori. Al momento in questo filone risultano indagati l’ex ad del Prato Paolo Toccafondi, un dirigente della società e un rappresentante del trust Orgoglio pratese, che avrebbe preannunciato al telefono il risultato della partita il giorno prima. Ma se combine c’è stata, manca la controparte, e su questo sta lavorando la Procura.

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