Il Tirreno

Prato

Dragone censurato sulla guida di Prato

Maria Lardara
La copertiuna della guida Use-It Prato con il dragone coperto da una stampa della città
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La copertiuna della guida Use-It Prato con il dragone coperto da una stampa della città

L’iniziativa di un commerciante del centro storico che sulla copertina di Use-it ha incollato una stampa della città

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PRATO. Metti una ciminiera di fabbrica, aggiungi un colorato dragone e… benvenuti a Prato: mix di tessile e folclore cinese per promuovere la città. Ad alcuni commercianti non va giù che si richiami l’immagine della città multietnica sulla copertina di Use-It Prato, la nuova mappa turistica e giovanile di Prato distribuita gratuitamente negli esercizi commerciali dagli inizi di luglio.

Qualche esercente dentro le mura, provando forse un po’ di imbarazzo nell’esporre le copie della pubblicazione nel proprio negozio, ha pensato di occultare parte del simbolo del dragone attaccando sopra un adesivo che ritrae un antico panorama di Prato in bianco e nero. Ci ha pensato l’Antica Torrefazione Padovani, uno dei negozi più storici della città. I clienti che entrano ed escono dal negozio si portano a casa così una guida un po' diversa da quella realizzata dal gruppo “Local Trusted” tramite l’associazione il Pentolone con il contributo del Comune.

Una mappa con una veste grafica diversa da quella ufficiale: «La città di Prato nel Granducato di Toscana», si legge sull’adesivo che copre la copertina di Use-it Prato, la mappa a misura di giovani raccontata da chi la città la vive tutti i giorni. Una provocazione? Lo abbiamo chiesto ai fratelli Padovani che però al telefono non hanno voluto dare nessun tipo di spiegazione al gesto. L’accostamento dei due simboli (ciminiera e dragone) ha in realtà un suo perché nell’idea dell’illustratore Alessio Capecchi, vincitore del bando aperto a illustratori locali per realizzare la copertina: la ciminiera racchiude la storia di Prato, quella ormai nota a tutti, il dragone rappresenta come si sta evolvendo la città, multietnica e multiculturale. Un dato innegabile.

«Da pratese non posso sentirmi rappresentato dall’immagine di un dragone che appartiene a un’altra cultura e a un’altra civiltà», lamenta un altro commerciante che lavora lungo Corso Mazzoni. A sollevare un’analoga polemica due settimane fa era stato anche il capogruppo di Prato Libera e Sicura, Aldo Milone. C’è da dire che rispetto al dragone il soggetto scelto per illustrare la prima edizione della guida, un dinosauro, fosse meno congeniale a rappresentare la città. Non ci sta l’assessora al Turismo Daniela Toccafondi, che ricorda come la mappa faccia parte del network europeo Use-it.

«Stiamo parlando di una guida fatta da giovani per i giovani - dice - e le nuove generazioni vedono la città in un certo modo, una realtà fatta di tante sfaccettature, compresa anche quella dimensione multiculturale di cui dobbiamo prendere atto. Se la guida non sembra appropriata si può sempre scegliere tra le tante cartine turistiche disponibili sul nostro territorio, senza di certo modificarla».


 

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