Il Tirreno

Prato

Bilanci e disavanzo, la partita è chiusa

Cristina Orsini
Il consiglio comunale di Prato, le opposizioni in pirmo piano
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Il consiglio comunale di Prato, le opposizioni in pirmo piano

Prato, la maggioranza “blindata” in consiglio comunale approva la maxi delibera, per le opposizioni però «sbagliati toni e contenuti»

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PRATO. Bilanci, swap, disavanzo: partita chiusa. Con le polemiche che invece ancora galoppano e 5milioni 700. 000 – non proprio noccioline – che restano “ballerini”, almeno secondo le valutazioni politiche. Il consiglio comunale, sul filo di lana delle scadenze, è riuscito – maggioranza precettata, tutti presenti tranne due – ad approvare con 18 voti favorevoli e 10 contrari, la maxi delibera con la quale si variano i bilanci 2017-2018 e 2019 per accantonare 14 milioni di disavanzo ordinario (qualcosa come 4, 6 milioni all’anno), si riapprovano le manovre 2012, 2013, 2014 e si mettono in pagamento (entro il 31 luglio) i 12 milioni di mancati versamenti a Dexia Crediop per gli swap, più un paio che andranno agli avvocati usciti vincitori dalla causa davanti alla Corte di Londra.

Discussione tesa, come è accaduto anche durante il consiglio comunale della settimana scorsa, terminato senza l’approvazione delle delibera perché Forza Italia, Energie per l’Italia, Lista Prato per Cenni e 5 Stelle sono usciti dall’aula ma al Pd è mancato il numero legale. E se anche giovedì 27 luglio, in particolare il capogruppo di Energie per l’Italia Alessandro Giugni, ha ribadito e con toni accesi «che si tratta di questioni tecniche, che la maggioranza ha sbagliato toni e contenuti cercando di attribuire colpe alla passata amministrazione che invece non esistono» e ha sottolineato, nuovamente, che gli errori rilevati dalla magistratura contabili «derivano da un’operazione relativa al bilanci 2015, quindi della giunta Biffoni», è stata Silvia La Vita, consigliera pentastellata ad affermare che «no, il nostro gruppo non è uscito per mero spirito di emulazione come il Pd ha sostenuto» ma che la decisione è stata presa «per i toni offensivi e inaccettabili dell’assessore Faltoni (Monia Faltoni, assessore al Bilancio ndr)».

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Il testa a testa ha riguardato, in particolare, una questione tecnica che influisce però sulla capacità di investimento dell’ente nei prossimi tre anni: la destinazione di 5 milioni 700.000 euro, un avanzo vincolato relativo al 2014. Secondo la maggioranza quella partita sarebbe andata a diminuire il disavanzo straordinario che per legge può essere accantonato in trent’anni (andando così ad alleggerire la rata annuale, portandola a 800.000 euro invece di un milione 300.000). Secondo l’opposizione, invece, con una decisione, questa sì politica, sarebbe andato a ingrossare il disavanzo ordinario che invece deve essere coperto in tre anni, e che proprio per questo affatica la situazione contabile. Per Giugni: «Quella partita è stata utilizzata, erroneamente e la Corte dei Conti se ne accorta, per coprire il disavanzo che si sarebbe creato nel bilancio 2015. Ma su questo – ha concluso – non ho ottenuto risposte».

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