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Toccafondi per sette ore davanti ai magistrati

Toccafondi per sette ore davanti ai magistrati

Prato, è durato sette ore l’interrogatorio di Paolo Toccafondi, ex amministratore delegato del Prato, indagato nell’inchiesta sulla tratta dei baby calciatori. Scarcerata l'ivoriana

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PRATO. È durato sette ore l’interrogatorio di Paolo Toccafondi, ex amministratore delegato del Prato, indagato nell’inchiesta dei sostituti Gestri e Boscagli nell’inchiesta sulla tratta dei baby calciatori, che secondo la Procura sono stati fatti arrivare in Italia in violazione del Testo unico sull’immigrazione e delle regole Fifa. A sollecitare l’interrogatorio tramite il suo avvocato Enrico Guarducci è stato lo stesso Toccafondi, inibito per 4 mesi dall’attività in ambito sportivo, per chiarire al più presto la sua posizione.

Al Prato infatti fanno paura le possibili conseguenze sul piano sportivo dell’accusa di frode in relazione alla partita Prato-Tuttocuoio. In Procura si è invece parlato soprattutto della tratta dei calciatori. Toccafondi ha ribadito la sua buona fede sostenendo che all’epoca in cui furono fatti arrivare a Prato quattro giovanissimi calciatori ivoriani (due dei quali ora sono nella rosa della prima squadra) c’era una procedura di affidamento tutelare che secondo la società sarebbe stata rispettata.

Toccafondi ha aggiunto che tutti lo facevano e di non aver sfruttato nessuno. Quanto alla posizione del quattordicenne ivoriano che la Sestese ha tentato di vendere alla Fiorentina e che si è scoperto non essere figlio della principale indagata, Eulalie Stephanie Nety, Toccafondi ha detto di non essersene interessato più di tanto. Intanto la donna ivoriana ieri è stata scarcerata col parere favorevole della Procura, dopo aver fatto parziali ammissioni e aver dato un contributo all’inchiesta nell’ultimo interrogatorio.

Per lei c’è l’obbligo di firma col divieto di espatrio. Il Jolly Montemurlo, nella cui sede mercoledì la polizia ha acquisito una lettera di invito rivolta a un giocatore ghanese, ha diffuso una nota nella quale sostiene che “il Jolly Montemurlo non ha mai utilizzato il sistema delle lettere di invito per stage temporanei con l’obiettivo di far entrare in Italia e tesserare giocatori minorenni stranieri e ha sempre operato nel pieno rispetto delle norme che regolano l’immigrazione”.
 

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