Sicurezza
Polemica a distanza tra i familiari sull'assistenza a Francesco Nuti
Dopo l’intervista della figlia Ginevra che ha chiesto di essere nominata unica tutrice, il fratello Giovanni si sfoga su Facebook: "Se nel 2007 non lo avessi portato via da Roma, forse sarebbe già morto"
PRATO. L’affetto e la complicità non si cancellano. Lo scrive Giovanni Nuti, fratello di Francesco, che entra indirettamente in polemica con la nipote Ginevra, figlia dell’attore e regista, a proposito di quello che è stato fatto per assisterlo. Mercoledì 26 luglio sul settimanale “Chi” è comparsa un’intervista a Ginevra, da poco maggiorenne, che ha annunciato di aver chiesto di essere nominata unica tutrice del padre, costretto su una sedia a rotelle dal 2006 dopo un incidente domestico. Nell’intervista la figlia di Nuti ha aggiunto: "Ora papà è stato ricoverato in un centro privato qui a Roma e io posso vederlo di più. Fosse venuto prima, tante cose non sarebbero successe e penso anche alla vicenda dei maltrattamenti da parte del badante". Si tratta dell’inchiesta su presunti maltrattamenti a Nuti da parte del badante georgiano, che poi è stato prosciolto dalle accuse su richiesta della Procura. La figlia, insomma, è sembrata insoddisfatta dell’assistenza fornita al padre fin quando è stato a Prato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.15669292:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.15669292:1652383150/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La risposta dello zio Giovanni è arrivata sul suo profilo Facebook in un post intitolato “Il senso di una storia”. "Io c’ero e so questo - scrive Giovanni Nuti - Nel 2007 se non lo portavo via da Roma, Francesco Nuti forse sarebbe già morto. Lo salvò il professor Mennonna, e lo riportò alla luce della coscienza il dottor Posteraro. E pure questo so, che senza il sacrificio di nostra madre, allora ottantenne, che non ha mai mollato un giorno, né prima del 2006, né dopo, mio fratello sarebbe solo sopravvissuto. Per quanto mi riguarda conosco Cecco da sessantacinque anni, per lui ho fatto il possibile e lui per me molto. Adesso il nostro affetto è ancora vivo e questa complicità, che è il senso di una storia, non si cancella".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
